Anarchia militare del III secolo d.C. – Parte 4

Storia di Roma

Gli imperatori romani sono stati proclamati in diverse maniere; nel corso del III secolo d.C., nel periodo che va dal 235 al 285 d.C., si sono avvicendati svariati imperatori, eletti dall’esercito e morti quasi tutti di morte violenta. Tale periodo…

Aurea Roma

Gli imperatori romani sono stati proclamati in diverse maniere; nel corso del III secolo d.C., nel periodo che va dal 235 al 285 d.C., si sono avvicendati svariati imperatori, eletti dall’esercito e morti quasi tutti di morte violenta. Tale periodo è noto come “anarchia militare”. Vi proponiamo un breve riassunto del periodo in oggetto, diviso in 4 puntate. Di seguito la quarta ed ultima puntata.

Hai perso le prime 3 parti? Eccole!

Marco Annio Floriano

marco annio floriano imperatore roma
Aureus di Marco Annio Floriano (Zecca di Ticino)

Dopo la morte di Tacito si fece acclamare allora imperatore il fratellastro Marco Annio Floriano, nato anche lui a Terni, prefetto del pretorio dell’Asia Minore. Ma gli si schierò contro Marco Aurelio Probo, il quale comandava l’esercito siriano; allora Floriano smise di inseguire verso nord gli Eruli e portò l’esercito verso la Cilicia per affrontare Probo. Floriano aveva l’esercito più numeroso, ma Probo era un comandante più capace.

Nell’agosto del 276, a Tarso in Turchia, i due eserciti si preparavano allo scontro decisivo, ma Floriano fu assassinato prima della battaglia da una spia. Aveva regnato per 88 giorni.

Probo

probo imperatore romano
Ritratto di Probo. Roma, Musei Capitolini, inv. MC 493

Marco Aurelio Probo (Sirmio 19 agosto 232 d.C.- Sirmio 282 d.C.), imperatore dal 276 d.C. al 282 d.C., è uno dei cosiddetti “imperatori illirici” (spesso di origine plebea, nativi dell’Illiria, che in virtù della riforma di Gallieno, la quale abolì le cariche senatoriali, assursero ai gradi più alti dell’esercito e dell’impero) espressi direttamente dal consenso delle legioni.

Egli cercò con tutte le sue forze di sanare la situazione di decadenza dei suoi tempi, tentando di mitigare i rapporti con il  Senato, lasciando a quest’assemblea una qualche parvenza decisionale. Difese l’impero dalle frequenti invasioni d’oltre confine e riuscì a sconfiggere ripetutamente i barbari, tra cui Goti e Vandali, sul Reno e sul Danubio. Nel 280 d.C. Giulio Saturnino, governatore della Syria, fu proclamato imperatore dai soldati. Morì assediato dai fedeli di Probo ad Apamea.

Nello stesso anno Proculo, un militare di nobili origini, nominato imperatore dai suoi uomini fu eliminato da Probo. Sempre nel 280 un altro militare, Bonoso, si proclamò imperatore a Colonia, fu combattuto e ucciso da Probo. L’aver gravato di eccessive incombenze le legioni incentivò forse le truppe alla ribellione. Le milizie di stanza a Sirmio infatti, che erano impegnate in un’opera di prosciugamento delle circostanti paludi, si unirono ad una rivolta militare delle truppe della Rezia capitanate da Marco Aurelio Caro (prefetto del pretorio che aveva ottenuto un comando speciale sulla porzione occidentale pochi mesi prima) ed eliminarono Probo che, in quel momento, si trovava proprio a Sirmio, mentre stava approntando una spedizione contro i Sasanidi della Persia.

Marco Aurelio Caro

I soldati allora proclamarono alla fine del 282 Marco Aurelio Caro (Narona in Croazia 230 – Mesopotamia 283) imperatore.

Sebbene non si  sia mai recato a Roma per ratificare la propria elezione dal Senato romano, in ogni caso rispettò l’antico e prestigioso organo dello stato. All’inizio del 283 associò al trono Carino, nominandolo augusto e incaricandolo dell’amministrazione delle province occidentali. Riprese la spedizione che aveva intenzione di condurre Probo contro i Sasanidi della Persia. La campagna fu un successo. Caro discese dall’Armenia lungo il  Tigri, senza trovare opposizione, e conquistò Seleucia e la capitale sasanide Ctesifonte. Assunse anche il titolo onorifico di Persicus Maximus.

Durante la campagna, Caro morì, nel tardo luglio o all’inizio di agosto 283, forse per malattia o ucciso da un fulmine.

Numeriano

Alla morte di Caro divenne imperatore suo figlio Numeriano (283-284). Quando stava tornando verso la capitale per ratificare la sua nomina ad imperatore davanti al Senato, venne ucciso dal suocero e prefetto del pretorio Arrio Apro, che sperava di succedergli sul trono imperiale. Scoperto il cadavere, l’esercito proclamò tuttavia imperatore Diocle (un centurione proveniente da Spalato in Dalmazia), che cambiò il suo nome nel più “latino“ Diocleziano e mise immediatamente a morte Apro. C

arino, il fratello di Numeriano, rimasto a Roma concesse onori divini al fratello assassinato e fu quindi ucciso dal proprio esercito mentre combatteva contro Diocle.

A cura della prof.ssa Paola Puppo