Il Venerdì Santo
Il Venerdì Santo la chiesa ricorda la Passione di Cristo che venne tradito da Giuda permettendo così che si compissero le scritture. A ricordare tale personaggio ogni anno a Roma, in prossimità della S. Pasqua di Nostro Signore, fiorisce un albero meraviglioso che la tradizione chiama albero di Giuda e guarda caso si trova in prossimità del luogo in cui è vissuto San Leonardo da Porto Maurizio che ha ispirato la pratica della Via Crucis nel Colosseo facendola diventare una prassi corrente durante la Settimana Santa.



Il Colosseo: da monumento pagano a luogo della devozione cristiana
Il Colosseo nasce come grande anfiteatro destinato ad ospitare i giochi gladiatori e le esecuzioni capitali, ma nel medioevo diventa un luogo legato alla devozione dei martiri cristiani che secondo la tradizione vi sarebbero stati uccisi durante le varie persecuzioni, ordinate in diversi momenti dagli imperatori romani. Nel XV secolo la Confraternita del Gonfalone ha iniziato la pratica delle Sacre Rappresentazioni, rievocazioni dei momenti della passione di Gesù, interpretate dai membri della confraternita e messe in scena soprattutto all’interno del Colosseo (Anfiteatro Flavio, dove tuttora una cappella ricorda la presenza del Gonfalone in quel luogo). Si trattava di veri e propri eventi teatrali ai quali i fedeli accorrevano numerosi infiammandosi alla rievocazione dei tormenti del Cristo, trascendendo a volte in violenze contro gli attori che interpretavano i carnefici. Codesta tradizione si è interrotta nel corso del XVI secolo.
Per il Giubileo del 1675 il papa Clemente X fece realizzare un dipinto che rappresenta una veduta ideale della città di Gerusalemme all’epoca di Nostro Signore. Il dipinto è tuttora visibile sull’arco di fondo della Porta Triumphalis, volta verso il Foro Romano dalla quale tutt’oggi esce la processione della Via Crucis.

L’inizio della pratica della Via Crucis al Colosseo e le sue vicende successive
San Leonardo da Porto Maurizio convinse il papa Benedetto XIV a realizzare le 14 stazioni della Via Crucis all’interno del Colosseo nel 1750 (salvando quest’ultimo dalla distruzione cui era destinato).


Fu così che la processione del popolo cristiano durante il Venerdì Santo assunse la sua forma attuale, con le quattordici stazioni disposte nello stesso ordine: la condanna a morte, il carico della croce, le tre cadute lungo la via, l’incontro con un gruppo di pie donne, quello col Cireneo, con Maria e con la Veronica, la spoliazione delle vesti, la Crocifissione, la morte, la deposizione dalla croce, la sepoltura.
Fu allora che l’anfiteatro romano venne consacrato alla passione di Cristo e alla memoria dei martiri. Insieme alla 14 edicole con le stazioni tradizionali Benedetto XIV fece piantare al centro una grande croce. Così, per oltre un secolo, il Colosseo ospitò la Via Crucis, ma dopo il 1870, con l’unità d’Italia, nella Roma Capitale, si perse questa consuetudine e nel 1874, in concomitanza con lo scavo dell’arena le edicole e la croce furono rimosse.
Nel 1926, mentre si preparava la Conciliazione tra lo Stato e la Chiesa, la croce fu ricollocata nel Colosseo, dove è ancora oggi, non più al centro ma di lato. La Croce oggi visibile è stata donata dal papa San Giovanni Paolo II in occasione del giubileo del 2000.

La ripresa della Via Crucis al Colosseo dopo la sua interruzione
Nel 1964 Paolo VI riprese la tradizione del rito della Via Crucis al Colosseo (già nel 1959 Giovanni XXIII riportò per quell’anno il rito nell’anfiteatro Flavio) e fu la prima volta che la Rai trasmise una diretta della processione in Eurovisione. La trasmissione in Mondovisione arrivò, invece, nel 1977, sempre presieduta da Papa Paolo VI, e fu la prima a colori. Le meditazioni furono sempre scelte da testi biblici o da quelli dei Padri della Chiesa.
La prima Via Crucis presieduta da Giovanni Paolo II al Colosseo, nel 1979, fu accompagnata da meditazione su testi di discorsi di Paolo VI. Nel 1984, a chiusura dell’Anno Santo Straordinario della Redenzione, fu il Papa stesso, Giovanni Paolo II, a scrivere i commenti delle 14 stazioni e dal 1985, sempre per volere di Wojtyla, i testi delle meditazioni sono stati affidati a scrittori, personalità o attori di successo.

L’anno scorso e quest’anno la Via Crucis al Colosseo è stata interrotta a causa della pandemia, ma speriamo che quanto prima si possa riprendere codesta tradizionale pratica devozionale.

a cura di Margherita Capponi


