Metti che una domenica di gennaio vai con un gruppo di amici a visitare un luogo che avevi visto l’ultima volta 34 anni fa…
Il porto imperiale di Roma, costruito da Claudio e da Traiano e poi il museo delle Navi Romane a Fiumicino.
Nel 1988 visitai gli stessi luoghi, ma in maniera diversa. Era un’escursione della Cattedra di Topografia Antica della Sapienza. Ma i luoghi non erano così sistemati. I resti dei porti erano molto selvaggi e il museo vecchio e fatiscente. Le Colonnacce del Portico di Claudio, in travertino tiburtino appena restaurato, nello stile non finito sono splendide. Sembra un palazzo reale ma era un magazzino. Questa è Roma. La grandiosità dei resti è impressionante. I blocchi di tufo e peperino. I laterizi e l’opera reticolata. Quando all’ epoca studiavo queste cose spesso chiudevo gli occhi e sognavo. Mi immaginavo quei luoghi al tempo… Che spettacolo.
Oggi l’area è un grande parco naturalistico con ruderi romani dal I sec, d,C, fino al IX. Campagna Romana anzi Marittima. Oggi il mare è a circa 3 km da qui. Opera del fiume Tevere. La cosa bella o brutta, è che c’erano pochissimi visitatori. Non ci sono parcheggi… L’ incredibile è che seduto su una panchina dove una volta c’era il mare, ho sentito il profumo salmastro e il rumore lento delle barcone dette navi che entravano, cariche di merci, provenienti da ogni dove e le voci dei marinai in tutte le lingue del mondo.
Nel pomeriggio siamo andati al Museo delle Navi. Trovate non lontano dalle piste aeroportuali. Ricordo che le tante volte che ho decollato o sono atterrato a Fiumicino ciò ho sempre pensato. Che incredibile sopravvivenza di funzioni…
I resti delle 5 imbarcazioni fanno impressione… Ma ancora di più i resti di ancore, gli elementi degli scandagli, le monete.




Emilio Ferracci


