La Torre della Scimmia e la Leggenda della Lampada

Storia di Roma

Alla sommità di un palazzo in via dei Portoghesi, a Roma, una lampada brucia dalla metà del ‘500. Una delle storie più affascinanti della Roma Medioevale.

Aurea Roma

palazzo scapucci torre scimmia roma

Quando porto i turisti a passeggio nella Roma medioevale, rinascimentale e barocca passo sempre in via dei Portoghesi.

Nella via che fu scenario più volte delle risse a spada sguainata del grande Michelangelo Merisi da Caravaggio, c’è la bella chiesa di Sant’Antonio dei Portoghesi. 

La Torre della Scimmia

Più avanti una bella costruzione rinascimentale della famiglia Scapucci. Al centro dell’edificio una maestosa torre medioevale che fu dei Frangipane.

Quello che colpisce, oltre alla bellezza del complesso e della strada, è che su in cima c’è una statua in marmo bianco della Madonna ed una Lampada, accesa da più di 460 anni. Questa è una delle più belle storie romane.

Ua storia piena di fede e devozione. 

La leggenda della Lampada

A metà del XVI secolo una famiglia di nobili romani viveva nel palazzo.

Da pochi mesi era nata una bambina. Il papà, che commerciava con l’Oriente, un giorno tornò a casa con una scimmietta con cui si divertiva molto.

Un giorno la scimmia prese la bambina e salì sulla torre agitando la piccola, che rischiava di cadere e sfracellarsi al suolo. La gente da sotto la strada gridava, la mamma gridava e, più la confusione aumentava, più la scimmia si eccitava. E il pericolo, per la piccola bambina, cresceva a dismisure.

Il padre invocò la Madonna per la salvezza della figlia. Proprio in quel momento, pensò al fischio particolare con cui era uso richiamare la scimmia. Fece il fischio e la scimmia scese giù dalla torre con la bambina.

In segno di gratitudine per la grazie ricevuta, il padre fece allora porre una statua della Madonna e una Lampada, proprio nel punto dove la scimmia stava con la bambina.

Sono passate guerre, rivoluzioni, sommosse ma quella Lampada non si è mai spenta. Mai.

La storia è stata riportata dal romanziere Americano Nathaniel Hawthorne nel “Fauno di Marmo”.

Le storie di Roma sono troppo belle. Troppo.