Sant’Elena

Storia di Roma

Flavia Giulia Elena ( 248- 329 d.C.), di umili origini e madre dell’imperatore Costantino, viene ricordata per aver contribuito alla conversione del figlio al cristianesimo. Lo stesso imperatore le diede il titolo di Augusta, il più alto cui una donna…

Aurea Roma

Flavia Giulia Elena ( 248- 329 d.C.), di umili origini e madre dell’imperatore Costantino, viene ricordata per aver contribuito alla conversione del figlio al cristianesimo. Lo stesso imperatore le diede il titolo di Augusta, il più alto cui una donna potesse aspirare, e fece costruire in suo onore la città di Elenopoli.

Il suo nome dal greco simboleggia: la splendente o fiaccola. E davvero fu così, poiché testimoniò il suo grande fervore religioso compiendo opere di bene e costruendo le celebri basiliche sui luoghi santi (come le Basiliche della Natività a Betlemme e quella del Santo Sepolcro a Gerusalemme).

Nel 330, quando il figlio trasferì la capitale dell’impero a Costantinopoli, le fu data la possibilità di vivere nel Palatium Sessorianum, che divenne quindi la sua residenza; ed è qui che fece erigere una cappella, chiamata basilica Heleniana o Sessoriana o più semplicemente “Hierusalem”, per custodite le reliquie della Passione di Cristo da lei ritrovate durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa (oggi meglio conosciuta come Basilica di Santa Croce in Gerusalemme). Difatti, a lei si deve il ritrovamento della tomba di Cristo scavata nella roccia e poco dopo della Croce del Signore e quelle dei due ladroni.

Quest’ultimo episodio leggendario (o “Invenzione della Croce”) è stato raffigurato da tanti artisti, gli affreschi più noti sono custoditi in due luoghi simbolo della città di Roma:

  • quelli della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, di cui abbiamo quelli eseguiti da Antoniazzo Romano (attr.) e Marco Palmezzano, tra il 1492 e il 1495, nell’abside, ed i mosaici realizzati su disegno di Melozzo da Forlì completati con gli affreschi del Pomarancio, presso la cappella di Sant’Elena;
  • e quelli dei pittori manieristi (Girolamo Muziano, Giovanni de Vecchi, il Pomarancio, Cesare Nebbia) presso l’Oratorio del Santissimo Crocifisso nel rione Trevi.
affresco sant'ann
Gli affreschi nell’abside della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
abside santa croce in gerusalemme
Antoniazzo Romano (attr.), affreschi dell’abside di Santa Croce in Gerusalemme – particolare

L’affresco dell’abside di Santa Croce in Gerusalemme descrive dettagliatamente la redazione della “Legenda Aurea”, tanto che nel primo gruppo, partendo da sinistra, vediamo: S. Elena, che discute con un tale Giuda Ebreo, che le avrebbe indicato il luogo ove le croci erano sepolte.

Nel secondo gruppo sono ben evidenziati gli scavatori seminudi nell’atto di ritrovare le croci, mentre tre giudei osservano.

Il terzo momento rappresenta il momento in cui il cadavere d’un giovane, disteso sulla Vera Croce, risuscita al cospetto dell’Imperatrice Elena. Mentre l’immagine focale, posta al centro dell’affresco, quella di Sant’Elena che presenta trionfante la Croce, servirà all’artista per aggiungere le ulteriori storie legate alla Croce.

Infatti, troviamo la menzione di come il re di Persia, Cosroe, avrebbe conquistato Gerusalemme e asportato la Santa Reliquia mentre l’Imperatore Eraclio per riscattarla accetta di duellare con Cosroe, stabilendo che il vincitore avrà la Reliquia e l’Impero. Come si evince dall’affresco a vincere sarà Eraclio che s’avvia trionfante a cavallo verso Gerusalemme, per ricollocare nel tempio la Reliquia. Ma alla porta della città ecco che miracolosamente essa si chiude ed appare un Angelo che ammonisce l’imperatore: “dovrai portarla come fece Cristo”.

Quindi nell’ultima scena vediamo l’imperatore che si toglie le vesti imperiali e con umiltà prende su di se la Croce mentre la porta della città si schiude.

santa croce in gerasulemme abside sant'anna
Antoniazzo Romano (attr.), affreschi dell’abside di Santa Croce in Gerusalemme

Sempre in questa basilica, precisamente nella cappella di Sant’Elena sorta sulla terra del Calvario, troviamo un’altra stupefacente decorazione in mosaico ed affresco, dove viene menzionato il fatto che dopo il ritrovamento della reliquia essa fosse stata divisa in tre parti, per volontà della stessa Imperatrice Elena: la parte più grande rimase a Gerusalemme, una fu donata a Costantino che la portò nella nuova capitale, Costantinopoli –  l’odierna Istanbul – e la terza fu destinata a Roma (anticamente era custodita nel pilone di Sant’Elena nella Basilica di San Pietro attualmente è custodita nel monastero di “Santo Toribio de Liebana”).

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Cappella Sant’Elena in Santa Croce in Gerusalemme
Andrea Bolgi (1605-1656), detto il Carrarino, ritrae la santa come normalmente viene ritrattata nell’iconografia, ossia sorreggendo una croce.
Oratorio del Crocifisso – rione Trevi
Oratorio del Crocifisso – parete destra

Un immagine insolita poco convenzionale della Santa, però, è custodita presso la sala X (detta dei Veneti) della Pinacoteca Vaticana, si tratta di un dipinto realizzato dal Veronese, che la raffigurata seduta, con la testa reclinata su una mano, sembra addormentata, chiaro riferimento alla storia sacra che le attribuisce la visione, o più propriamente il sogno, che la portò al ritrovamento della vera Croce, qui rappresentata sorretta da un putto alato. Si tratta di un’immagine laica di forte presenza fisica nella quale l’artista ostenta gli attributi reali: la corona, il vestito sontuoso con il mantello rosso porpora che avvolgono la figura, i colori sono così brillanti che sembra di toccare per davvero il tessuto di broccato.

Paolo Caliari, detto il Veronese, Visione di S. Elena – 1580 ca, Pinacoteca Vaticana

Elena morì a circa 80 anni, assistita dal figlio, in un luogo non ben identificato intorno al 329 d.C..

Eusebio da Cesarea, biografo di Costantino, ci informa che il suo corpo venne trasportato a Roma e sepolto sulla via Labicana “ai due lauri”, oggi Torpignattara; posto in un sarcofago di porfido (inizialmente pensato per Costanzo Cloro – padre di Costantino), collocato in uno splendido mausoleo a forma circolare con cupola.


Il grandioso sarcofago di porfido fu trasportato nell’XI secolo al Laterano e oggi è conservato nei Musei Vaticani.

Sarcofago di Sant’Elena – Sala a Croce Greca ingresso Museo Pio-Clementino

Mentre il corpo della Santa secondo alcuni è custodito presso la basilica dell’Aracoeli di Roma, dove attualmente vi è un tempietto dedicato a Sant’Elena, sotto il cui altare fu rinvenuto nel 1960 il prezioso reliquiario con le sue spoglie. Si tratta di uno scrigno di legno di sandalo decorato con pietre preziose, figure di animali e foglie d’oro.

Secondo altri è in Francia, a Venezia, a Treviri ed altri luoghi.

Alessandra Antonucci