Santa Rita da Cascia, la Santa degli impossibili

Storia di Roma

Santa Rita nasce da Antonio Lotti e Amata Ferri. La coppia era particolarmente stimata dalla gente di Cascia, tanto che avevano ricevuto l’arduo incarico di pacificare i contendenti o almeno evitare stragi cruenti tra famiglie in conflitto. In questo clima familiare Rita riceve…

Aurea Roma

Santa Rita nasce da Antonio Lotti e Amata Ferri. La coppia era particolarmente stimata dalla gente di Cascia, tanto che avevano ricevuto l’arduo incarico di pacificare i contendenti o almeno evitare stragi cruenti tra famiglie in conflitto.

In questo clima familiare Rita riceve l’insegnamento del dialogo e dell’ascolto. Come tutte le giovani donne, anche per lei arriva il momento di sposarsi. Sarà un’unione felice, basata sull’amore incondizionato e reciproco, illuminato dalla benedizione divina, che verrà però tragicamente interrotto dall’assassinio del marito e dalla tragica morte dei suoi due figli. Suo unico rifugio sarà la preghiera che la porterà a bussare alla porta del Monastero delle Agostiniane di Santa Maria Maddalena.

Sono talmente numerose le testimonianze dei miracoli e delle grazie accadute per sua intercessione, che è stata proclamata dai fedeli “la Santa dei casi impossibili” (o la santa degli impossibili). Questa piccola, grande donna ha lasciato tracce di numerose opere miracolose sia in vita, sia dopo la morte. Guarigioni inspiegabili, ma che diventano possibili, come ci ricorda lei stessa instancabilmente: “Se ci si affida a Dio… tutto può accadere”.

Roma, Chiesa di Santa Rita da Cascia alle Vergini

Dopo la sua morte, anche se tra i suoi concittadini la venerazione è stata rapida, non altrettanto rapido è stato il cammino di ascesa agli altari. Fra i principali sostenitori della causa di beatificazione troviamo i Barberini; infatti, fu proprio Urbano VIII che diede inizio al processo di beatificazione,  il 19 ottobre 1626, ma dovremo aspettare fino al 1900 quando con Leone XIII verrà proclamata finalmente Santa.

A Roma abbiamo diversi luoghi dove viene ricordata: uno tra i più suggestivi è a Trastevere, presso la chiesa di San Benedetto in Piscinula, dove viene celebrato  “er giorno de le rose rosse”; in tale occasione infatti vengono  distribuite delle rose, una a famiglia, insieme ad un panino santo per i bambini.

Ma il luogo più carismatico si trova presso la basilica di Sant’Agostino, la chiesa dei suoi confratelli, ed è proprio qui che il corpo della Santa venne portato in occasione del grande giubileo del 2000,   mentre i devoti l’attendevano in piazza San Pietro, accorsi da ogni parte del mondo, per partecipare  all’incontro tra il Vicario di Cristo e l’umile Santa di Cascia, testimoniando al mondo che il messaggio d’amore e di pace deve ancora trionfare. Da quest’incontro, per volontà del Sommo Pontefice, Santa Rita viene di fatto inserita nell’edizione tipica latina del messale romano del 2001.

Per tutti questi motivi, a tutt’oggi, viene ricordata come la “Donna del dialogo e della riconciliazione”. Il suo esempio di semplicità e di fede in Dio è arrivato sino a noi, sconfiggendo il tempo e lo spazio, per ricordarci che la pace si raggiunge solo attraverso il “dialogo”.

Oggi più che mai, visti gli avvenimenti degli ultimi giorni, abbiamo bisogno di persone che come Lei si pongano in ascolto per dar vita ad un nuovo dialogo tra le nazioni, per porre finalmente le basi di una vera riconciliazione, generando così la pace tra le genti.

La strada che ci suggerisce non è semplice, in quanto è fatta di umiltà, sacrificio, ascolto dell’altro e ricerca del dialogo; ma è l’unica strada che veramente ci avvicina a Dio e rende tutto possibile.

Alessandra Antonucci