Santa Barbara

Storia di Roma

Anche se non si conosce bene la sua vita, la sua figura è divenuta leggendaria in seguito alla pubblicazione della Legenda Aurea. In base alla quale la Santa, figlia di Dioscuro, re di Nicodemia, sarebbe vissuta nel IV secolo d.C..…

Aurea Roma

santa barbara dei librai a roma

Anche se non si conosce bene la sua vita, la sua figura è divenuta leggendaria in seguito alla pubblicazione della Legenda Aurea. In base alla quale la Santa, figlia di Dioscuro, re di Nicodemia, sarebbe vissuta nel IV secolo d.C..

La giovane, di particolare bellezza, per volontà del padre venne rinchiusa in una torre, affinché nessuno potesse vederla. Ma ciò non impedì che venisse chiesta in sposa da diversi pretendenti, e soprattutto, che la giovane studiando le Sacre Scritture  si convertisse al Cristianesimo.

Tanto che la torre che, fino a quel momento era stata il luogo della sua prigionia, divenne il luogo del suo eremitaggio e lei stessa convinse agli architetti del padre ad aggiungere una terza finestra in onore della Santissima Trinità.

Quando il padre seppe della sua conversione, accecato dalla rabbia, la consegnò al giudice per farla condannare a morte e non contento si sostituì al boia per essere lui stesso a decapitarla, ma subito dopo il truce atto morì anche lui colpito da un fulmine. Per questo la Santa è considerata la protettrice degli artiglieri, degli artificieri, dei minatori, dei vigili del fuoco e di tutti coloro che sono esposti ad una morte improvvisa. E’ inoltre la Patrona della Marina Militare Italiana.

A Roma la sua venerazione, oltre alle immagini sacre, è tutt’oggi ricordata grazie alla presenza di una “piccolissima chiesa” situata in una suggestiva piazzetta a forma trapezoidale,  posta leggermente in salita, in posizione scenografica, inserita tra due antichi palazzi, che affaccia su Via dei Giubbonari  in Largo dei Librari, presso il luogo in cui sorgeva l’antico teatro di Pompeo,  ancor oggi denominata “Santa Barbara dei Librai” (un tempo conosciuta anche come Santa Barbara alla Regola – dal nome del Rione).

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Anche se piccola, la chiesa, si mostra maestosa con le sue ricche decorazioni di stucchi bianchi, mentre una lapide ne ricorda l’esistenza fin dall’ XI secolo.

La facciata, opera di Giuseppe Passeri, è caratterizzata, nell’ordine superiore, coronato da un timpano triangolare, dalla nicchia che custodisce la statua di Santa Barbara, opera d’Ambrogio Parisi.

Mentre, nell’ordine inferiore, è caratterizzata dal portale sormontato da un timpano curvilineo, ornato dalla testa di un angioletto e fiancheggiato da due colonne. Ai lati del portale due finestrelle ornate da un motivo a conchiglia e, sotto la finestra di destra, un’iscrizione in latino, datata 1638, ricorda che il 22 Febbraio di quell’anno l’Università dei Librari acquistò per 400 scudi l’intera area della piazza che fa da cornice alla chiesa.

Quindi, a partire dal 1638, la Chiesa è di proprietà della  Confraternita dei Librari e rimase in uso alla stessa fino al suo scioglimento avvenuto nell’anno 1878. Dopodiché  per diversi anni sarà addirittura sconsacrata ed adibita per molto tempo a magazzino, probabilmente per le merci del vicino mercato, mentre tutti i suoi ornamenti più importanti furono trasferiti nella vicina chiesa di San Carlo ai Catinari.

L’interno della Chiesa presenta una pianta a croce greca, con una sola navata dalla quale si aprono le cappelle laterali, e conserva diversi affreschi, in particolare sulla vita di Santa Barbara, opera di Luigi Garzi.

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Gli altari laterali sono in stucco veneziano del ‘600, mentre l’altare maggiore è intarsiato in madreperla, avorio, agata ed altre pietre. Sull’altare è posto il quadro, dipinto dal Garzi, raffigurante “Santa Barbara in adorazione del Cristo Risorto”.

Alessandra Antonucci