San Mattia

Storia di Roma

Mattia, è l’abbreviazione del nome ebraico Mattatia, che significa dono di Jahvè, secondo gli Atti apocrifi, egli sarebbe nato a Betlemme, da un’illustre famiglia della tribù di Giuda. Anche se le notizie su Mattia sono frammentarie, un documento certo dove…

Aurea Roma

sepolcro di san mattia a padova

Mattia, è l’abbreviazione del nome ebraico Mattatia, che significa dono di Jahvè, secondo gli Atti apocrifi, egli sarebbe nato a Betlemme, da un’illustre famiglia della tribù di Giuda.

Anche se le notizie su Mattia sono frammentarie, un documento certo dove si parla di lui è il primo capitolo degli Atti degli Apostoli, quando viene chiamato a ricomporre il numero di dodici, sostituendo Giuda Iscariota, per completare il numero simbolico dei dodici apostoli, raffigurante i dodici figli di Giacobbe e quindi le dodici tribù d’Israele. Viene scelto con un sorteggio, attraverso il quale la preferenze divina cade su di lui e non sull’altro candidato, tra quelli che erano stati discepoli di Cristo sin dal Battesimo sul Giordano, Giuseppe, detto Barsabba.

Una cosa è certa, perché affermata da S. Pietro (Atti, 1,21), che Mattia fu uno di quegli uomini che accompagnarono gli apostoli per tutti il tempo che Gesù Cristo visse con loro, a cominciare dal battesimo nel fiume Giordano, fino all’Ascensione al cielo. Dopo Pentecoste, Mattia inizia a predicare, ma non si hanno più notizie su di lui. La tradizione ci ha tramandato l’immagine di un uomo anziano con in mano un’alabarda, simbolo del suo martirio, anche se in realtà non si ha la certezza storica che abbia subito una morte violenta. Così come non è certo che sia morto a Gerusalemme e che le reliquie siano state poi portate da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, a Roma.

Tuttavia abbiamo la notizia certa che già nel basso medioevo il culto dell’apostolo Mattia era presente presso la Basilica Liberiana (Santa Maria Maggiore), poiché l’altare maggiore era noto come altare di S. Mattia, quando ancora vi era il ciborio di Mino del Reame. Tra l’altro, oltre al corpo del santo, tra le reliquie custodite nella Basilica Liberiana figura anche la testa, un tempo conservata nel ciborio di destra della navata centrale (presso l’altare di tutti i Santi) e oggi custodita nel sarcofago che compone l’altare maggiore assieme ad altre reliquie. Inoltre, a ricordo di tali eventi ritroviamo nella zona della confessione, sotto l’altare maggiore, allestita per custodire la “Sacra Culla”, un bellissimo affresco (posto sul lato sinistro) che lo rappresenta.

san mattia

Tuttavia abbiamo altre due notizie storiche che ci testimoniano che le reliquie di san Mattia sono conservate anche:

  • all’interno della basilicadi santa Giustina a Padova;
  • a  Treviri, dove le avrebbe portate la stessa Sant’Elena.

Le testimonianze storiche ci dicono che le reliquie di san Mattia vengono conservate da secoli nella cattedrale di questa piccola città dove il culto del santo è molto sentito, essendo questi il patrono di questa piccola cittadina a nord della Germania, nel Land tedesco della Renania-Palatinato. Infatti, proprio nella località di Treviri si trova la famosissima abbazia benedettina di san Mattia. Un luogo molto speciale anche se poco conosciuto a livello europeo.

reliquie san mattia

A questo punto per fare chiarezza possiamo solo dire che non essendo infrequente la presenza di reliquie di uno stesso santo in luoghi diversi, entrambe le informazioni di per sé possono essere considerate corrette.

San Mattia, a tutt’oggi, è il santo protettore degli ingegneri, dei macellai, degli alcolisti e dei pentiti.

Alessandra Antonucci