La Piramide, il Ponte e la Grattachecca

Storia di Roma

Non conosci la Piramide Cestia, a piazzale Ostiense? Hai sentito parlare della Grattachecca Romana ma non sai cos’è? Scoprilo nel post!

Aurea Roma

piramide cestia roma

Quando ero giovane, andavo ai Mercati Generali in Via Ostiense a vendere la frutta che producevano i nostri campi. Poi iniziai a frequentare l’università, studiando Topografia di Roma Antica.

Dopo aver finito di lavorare, verso le tre di notte, gironzolavo per Roma con il furgone vuoto. Mi piaceva andare a vedere i monumenti che studiavo di giorno. Mi piaceva guardarli nel silenzio, nel buio, sembrava di trovarsi sulla luna.

Uno dei posti più belli era il piazzale Ostiense con le mura, la porta e la Piramide.

La Piramide Cestia

Quest’ultima era il mausoleo di Caio Cestio Epulone, costruito come le tombe dei faraoni egiziani perché dopo il 31 a. C., quando i Romani conquistarono l’Egitto, diventarono pazzi per lo stile egizio.

piramide cestia piazzale ostiense

Le ricche donne romane presero lo stile all’egiziana ed i loro uomini si facevano fare le tombe a forma di piramide. Ma ne è rimasta una sola; è alta m 36,40 e larga alla base m 29,50.

Caio Cestio, della Tribù Pobilia, era un uomo politico del periodo Cesariano e Augusteo, I sec. a. C..

Era un Epulone. Gli Epuloni erano sette sacerdoti che organizzavano i banchetti sacri a Giove, Giunone e Minerva.

Era molto amico di Agrippa, il costruttore del primo Pantheon, che nominò anche tra i suoi eredi. Per testamento ordinò di costruire il suo mausoleo che fu ultimato in 333 giorni, come si legge nell’iscrizione incisa sull’edifico: OPUS ABSOLUTUM EX TESTAMENTO DIEBUS CCCXXX.

La Piramide è così tanto nota e ammirata in tutto il mondo che nel 2015 Yuzo Yagi, magnate giapponese della moda ha finanziato, con due milioni di euro, la pulitura delle lastre di marmo lunense, cioè di Carrara.

Il ponte Cestio

Un altro luogo a me caro è il Lungotevere degli Anguillara, di fronte all’Isola Tiberina dalla parte di Ponte Cestio, legato alla famiglia di Caio Cestio.

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Molto probabilmente fu stato progettato da Lucio Cestio, fratello di Caio, nel 46/45 a.C.. Fu poi restaurato nel 370 d.C. da Valente, Valentiniano I e Graziano.

Proprio al centro del ponte vi è la grande iscrizione dedicatoria dei tre imperatori.

La Regina della Grattachecca Romana

Presso il ponte si trovava e si trova ancora il chiosco della Sora Mirella, la “Regina della Grattachecca”.

Le portavo la migliore cassa di tutto il mercato dello “sfusato”, il Limone di Amalfi. Lei ricambiava offrendomi la mitica grattachecca “Lemoncocco”: cocco fresco e limone.

grattachecca romana sora mirella

Ah la Grattachecca… il più antico gelato, inventato dai Romani! Ghiaccio tritato con succhi e sciroppi di frutta.

Sapete come si otteneva il ghiaccio?

Sui monti intorno a Roma, specialmente sull’Algido (Colli Albani), e sul monte Gennaro (monti Lucretili), durante l’inverno si predisponevano i pozzi di neve, rivestiti di paglia. La neve vi veniva ammucchiata e poi pressata con grossi pali di legno e coperta con paglia e zolle d’erba. Durante l’estate, di notte, si aprivano i pozzi e si segavano i blocchi di neve ormai ghiacciata per poi portarla a Roma.

Io me ne andavo da solo sul ponte. E proprio lì mi gustavo la Lemoncocco, mentre giù nel letto del fiume l’acqua scorreva veloce e gorgogliante.