Natale di Roma: si festeggia il ricordo della sua fondazione

Storia di Roma

Con i suoi 2.774 anni conserva e protegge da sempre testimonianze archeologiche e storico artistiche uniche, dal valore immenso, che donano alla città un primato speciale, quello di possedere il 20 per cento del patrimonio mondiale che fa di Roma…

Aurea Roma

Roma città Eterna, ma anche Roma città della Fede cattolica, eterna in memoria del fatto che non fu mai abbandonata lungo tutta la sua storia millenaria. Con i suoi 2.774 anni conserva e protegge da sempre testimonianze archeologiche e storico artistiche uniche, dal valore immenso, che donano alla città un primato speciale, quello di possedere il 20 per cento del patrimonio mondiale che fa di Roma uno splendido Museo a cielo aperto.

A Roma si continua a festeggiare con orgoglio il 21 di aprile, il famoso “NATALE DI ROMA”, una ricorrenza a cui i Romani sono fortemente legati, in ricordo di un evento che la leggenda vuole sia avvenuto sul Palatino, nella data tradizionale del 753 a.C., ”anno della sesta Olimpiade”, come ci ricorda lo stesso Varrone, in occasione dell’antica festa dedicata sul colle alla dea Pales, chiamata Palilia. Ed ecco apparire lungo le strade, in solenni e colorati cortei, gli antichi romani di allora e si può percepire uno spirito di appartenenza al territorio, alla storia, alla vita sociale, alla produzione artistica dell’uomo.

Inizialmente la ricorrenza si identificava con i “Palilia” come riferiscono le fonti classiche di Tito Livio, Diodoro Siculo, Dionigi di Alicarnasso, Virgilio e Ovidio che ci narrano di un suo contesto legato anche alla leggenda di Romolo e Remo discendenti di una stirpe che vede al suo apice lo stesso Enea, figlio di Venere che, fuggito da Troia raggiunse le coste laziali.

natale di roma
Cavalier d’Arpino (Giuseppe Cesari 1568-1640), affresco 1596, è situato nella Sala degli Orazi e Curazi , all’interno del Palazzo dei Conservatori, che fa parte dei Musei Capitolini

Tutto ebbe inizio in quel lontano 753 a.C. e i Romani seppero mantenere questa tradizione viva nei secoli, restaurando anno dopo anno la zona delle Capanne di Romolo sul Palatino che Augusto incluse nella sua residenza imperiale; e sempre Augusto evocò  l’importanza di quella antica storia dedicandole stupendi cicli scultorei  nel suo magnifico Foro e nella sua Ara Pacis.

Sarà l’imperatore Claudio per primo a festeggiare il Natale della Città Eterna con la  locuzione latina Ab Urbe condita, ovvero “dalla fondazione della Città“.

fondazione di roma
Ara Pacis, particolare, “il Lupercale” grotta con la Lupa che allatta Romolo e Remo, il pastore Faustolo e sulla destra il Padre Marte che sorveglia (frammenti)

E ancora come non accennare alla colonna di luce, dal significato fortemente simbolico, che proprio il 21 di aprile attraversa, oggi come allora, l’oculo del nuovo Pantheon, progetto architettonico dell’imperatore Adriano, che volle appunto che si ricordasse anche  visivamente il momento della Nascita di Roma.

Da  quel 21 aprile quanta storia da protagonista ha vissuto questa città! Roma è paragonabile al volo dell’aquila che ne fu il simbolo e l’emblema; una permanenza nella storia che fu il frutto del lavoro, della fede e delle passioni di generazioni di donne e uomini che  hanno saputo trasformare un piccolo villaggio di pastori  nella città simbolo del mondo antico.

Ma Roma “caput mundi”  in continuità con il mondo cristiano diverrà Roma “caput fidei”.

Passano i secoli e il Natale di Roma tornerà ad essere ricorrenza annuale nel XV secolo, con l’iniziativa dell’Accademia Romana di Pomponio Leto che nella sua casa del Quirinale riunirà  gli  eruditi dell’epoca, iniziativa che fu molto apprezzata da Papa Sisto IV e Papa Giulio II, ma che venne interrotta con il Sacco di Roma del 1527. Tuttavia le storie della fondazione rimarranno vive nell’immaginario dei poeti e degli artisti, grazie alla cultura antiquaria.

Pieter Paul Rubens, Romolo e Remo, 1616ca, Pinacoteca Capitolina di Roma

Si ricorda un evento particolare del 1829, quando l’Istituto di Corrispondenza Archeologica realizzerà un incontro di risonanza internazionale  sul Campidoglio con archeologi, intellettuali  artisti,  italiani ed europei, per leggere in forma solenne un’orazione celebrativa e per informare la società colta e cosmopolita della città  sulle ultime scoperte archeologiche. Ma la svolta si ebbe con Pio IX che permise la realizzazione di un grandioso banchetto, sull’Esquilino, presso le Terme di Tito, al quale parteciparono circa ottocento invitati.

Con la Repubblica Italiana anche la festa del Natale di Roma torna ad essere una festa municipale, riprendendo così  la tradizione di festeggiare l’evento con cerimonie celebrative secondo le  antiche usanze.

Nel 1997, per onorare i 2750 anni della fondazione di Roma, venne addirittura emesso un francobollo raffigurante i due simboli emblema della città antica e civica, il Colosseo e la Roma Papale, con la cupola di San Pietro posti all’interno della sagoma della Lupa con i due gemelli.

Negli ultimi 20 anni i festeggiamenti del Natale di Roma, sono diventati un appuntamento internazionale, grazie all’operato del Gruppo Storico Romano, associazione di rievocazione storica che con i suoi solenni e colorati cortei ci riporta in quei secoli tanto lontani.




Oggi, a causa della pandemia, la celebre festa si è dovuta ridimensionare, in attesa di tempi migliori, ma ciò non toglie che Roma cresce, Roma cambia, Roma si evolve, Roma ricorda ancora e sempre le sue radici.

Luigina Rossi e Alessandra Antonucci