Marco Sittico Altemps, un cardinale tedesco nella Roma del Cinquecento

Storia di Roma

Emilio Ferracci ci parla oggi del cardinale Marco Sittico Altemps, il cui vero nome era Mark Sittich von Hohenems.

Aurea Roma

marco sittico altemps

Oggi parleremo del cardinale Marco Sittico Altemps, il cui vero nome era Mark Sittich von Hohenems.

Marco Sittico Altemps


Era originario di una cittadina allora in territorio tedesco, oggi in Austria (alta valle del fiume Emps) da cui deriva il suo nome italianizzato. Il padre era un colonnello dell’esercito, la madre Clara de’ Medici di Milano, sorella del papa Pio IV. Anch’egli iniziò la carriera militare, ma quando lo zio fu eletto al soglio di Pietro venne chiamato a Roma.

Nel frattempo aveva avuto un figlio naturale, Roberto, da Olivia Giganti. Lo zio papa in breve tempo lo nominò vescovo e subito dopo cardinale, perché lo incaricò di ultimare il concilio di Trento (1545-1563), insieme ad un altro nipote cardinale e suo cugino, Carlo Borromeo che poi diventerà Santo.

La presenza a Roma

Marco Sittico Altemps è stata una delle figure più importanti della seconda parte del XVI secolo a Roma, partecipando a ben sette conclavi. Al suo tempo era considerato l’uomo più ricco del mondo. A Roma ci ha lasciato lo splendido palazzo Altemps e la cappella Altemps a Santa Maria in Trastevere e a Monte Porzio Catone (RM), ai Castelli Romani, la villa Mondragone, costruita in onore di papa Gregorio XIII.

Tragica la storia del figlio Roberto al quale il papa Sisto V Peretti fece tagliare la testa appena ventenne, nel 1586, con un’accusa di adulterio, perché Sisto V stabilì che agli adulteri venisse tagliata la testa. In realtà, Sisto V sospettava che Roberto Altemps avesse partecipato ad un complotto contro di lui.

Marco Sittico era molto amico del cardinale Ugo Boncompagni che invitava spesso nelle sue proprietà di Montecompatri e di Monte Porzio Catone. Una volta divenuto papa con il nome di Gregorio XIII, nel 1572, il Boncompagni convinse l’Altemps a costruire una villa, detta Mondragone dallo stemma araldico di Boncompagni che reca un dragone e che fu la residenza estiva papale fino al 1626, quando Urbano VIII Barberini la trasferì a Castelgandolfo.

La bolla “Inter Gravissimas”

Nel 1582 Gregorio XIII da villa Mondragone emanò la bolla “Inter gravissimas” con cui riformò il calendario ancora oggi in uso e che da lui viene detto gregoriano.

Perché si è resa necessaria la riforma? Fino ad allora era in vigore il calendario Giuliano, entrato in uso con Giulio Cesare, nel 46 a.C.. Quel calendario però era sbagliato, perché non teneva contro del fatto che un anno effettivo dura 365 giorni + 5 ore e 48 minuti. Nei secoli questo scarto aveva fatto cadere l’equinozio primaverile l’11 marzo, con un anticipo di 10 giorni. di conseguenza anche la data stabilita per la Pasqua (che cade la domenica successiva al plenilunio dopo l’equinozio di primavera), sballava.

Per rimediare a ciò, il papa Gregorio XIII decise che nel 1582 si doveva saltare dal 4 al 15 ottobre, e così fu.

Villa Mondragone

L’architetto di villa Mondragone fu Martino Longhi il Vecchio che vi lavorò dal 1567 al 1574. Nel 1613 la villa fu ceduta dal Duca Giovanni Angelo Altemps al cardinale Scipione Caffarelli Borghese che incaricò il fiammingo Van Santen di completare i lavori.

La villa, dopo essere stata sede del Nobile Collegio Mondragone dei Gesuiti fin dal 1865 fino al 1953. Nel 1981 è passata all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.