L’influenza egiziana a Roma e nella Campagna Romana

Storia di Roma

Quando Roma conquistò ufficialmente l’Egitto, dopo il 31 a.C., erano già secoli che i mercanti italico-romani avevano rapporti con l’Egitto ellenizzato.

Aurea Roma

mosaico nilo palestrina

Praeneste

Quando Roma conquistò ufficialmente l’Egitto, dopo la Battaglia di Azio del 31 a.C., erano già secoli che i mercanti italico-romani avevano rapporti con l’Egitto ellenizzato da Alessandro Magno e dai Tolomei.

C’era una città latina a sud est di Roma, Praeneste, oggi Palestrina, che da tempo immemore commerciava con l’Oriente tramite il porto di Anzio. Gli abitanti di Praeneste avevano forti rapporti commerciali con la Grecia e le isole Cicladi, con l’Asia e soprattutto con l’Egitto.

La loro città divenne sede di uffici commerciali e di comunità di queste terre che costruirono templi dei loro dei.

A Praeneste c’era un famoso santuario, quello della Fortuna Primigenia, che dal II sec. a.C. ebbe forme splendide e gigantesche ad imitazione dei grandi santuari asiatici come Pergamo o Athena Lyndos a Rodi. In città nel Foro, accanto al tempio di Iuppiter Stator, il principale della città, c’era il tempio di Iside-Tyke, cioè Iside-Fortuna.

All’interno un ninfeo-fontana il cui pavimento era formato da uno splendido mosaico policromo rappresentante l’Egitto ed il corso del Nilo dalle sconosciute e selvagge sorgenti fino ad Alessandria e al Mar Mediterraneo. 

L’influenza della cultura egizia sulle élite Romane.

Molti ricchi Romani furono influenzati dallo stile egizio, soprattutto gli imperatori che portarono a Roma molti obelischi in circa quattro secoli di tempo.

La realizzazione edilizia in cui lo stile egizio si fa più notare è la Villa Imperiale dell’imperatore Adriano di cui vedremo i resti nell’antiquarium della Villa e nei Musei Vaticani.

L’influenza egizia si ebbe soprattutto nella religione e poi quindi nelle sepolture. Abbiamo alcuni esempi come il tempio di Iside e la famosa Piramide di Caio Cestio a Roma e l’ipogeo delle Ghirlande a Grottaferrata con la tomba di Ebuzia Quarta e di suo figlio Carvilio Gemello che furono imbalsamati alla maniera egizia.