Le Idi di Marzo

Storia di Roma

2064 anni fa, il 15 marzo veniva ucciso Giulio Cesare. La storia è troppo nota, l’uomo troppo famoso. Ma non tutti conoscono il luogo dove avvenne l’episodio.

Aurea Roma

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2064 anni fa, il 15 marzo veniva ucciso Giulio Cesare.

La storia è troppo nota, l’uomo troppo famoso. Ma non tutti conoscono il luogo dove avvenne l’episodio. Fu durante una seduta del Senato Romano che si riunì quel giorno nell’Aula del Portico di Pompeo. Oggi è la strada di fronte al Teatro Argentina. Dove vi è un alto pino.

area sacra largo argentina idi di marzo

Avvenuto il fatto tutti fuggirono, le guardie del Senato portarono il corpo insanguinato, avvolto e coperto dalle sue vesti nella sede della Regia nel Foro Romano, questo perché Cesare era il Pontefice Massimo in carica e la Regia la sede del Pontefice. 

Il 16 Marzo

Il giorno dopo, il 16 marzo, nel tempio dei Dioscuri si riunì di nuovo il Senato, cesariani e cesaricidi, il pericolo di una guerra civile era imminente. Fu decisa l’Amnesteia per i cesaricidi e l’emanazione in leggi di tutti i progetti di Cesare.

Poi Marco Antonio uscì sulle scale del tempio e annunciò quello che era successo. Tutta Roma era nel Foro. Migliaia di cittadini. Poi lesse il testamento di Cesare che, come scrive Svetonio, era stato scritto da Giulio Cesare alle idi del mese di settembre dell’anno prima nella sua villa Labicana, odierna San Cesareo, tra Praeneste e Tusculum.

Marco Antonio lesse la sua rovina. Non era stato nominato erede politico di Cesare, ma lo fu Caio Ottavio , pronipote di Cesare, che fu anche adottato e divenne il nuovo Cesare.

Alla fine fu letto l’articolo in cui Cesare donava alla città di Roma i suoi giardini e a ogni cittadino 400 sesterzi a testa, circa 600 € odierni. 

La rivolta del popolo

Allora il popolo si rivoltò contro chi aveva ucciso un tale uomo.

Iniziarono a tirare sassi contro i cesaricidi che fuggirono. Tolsero da tutti gli edifici del Foro, dai templi e dalle Basiliche le suppellettili in legno e stoffa, e gli argenti e gli ori e gli avori. Ammassarono tutto davanti alla Regia. La catasta formata dagli oggetti sottratti dai monumenti era alta come una collinetta.

Vi posero il corpo di Cesare e appiccarono il fuoco, le matrone Romane vi gettarono i loro gioielli e le vesti lussuose, i legionari di Cesare le armi e le onorificenze militari, per tre giorni e tre notti bruciò la pira funebre. Alla fine di Cesare non restò nulla, volò nel cielo di Roma e divenne il Divus Caesar.

Ara di Cesare

Gli eventi successivi alle Idi di Marzo

Nell’ottobre del 42 a.C. Marco Antonio e Cesare Ottaviano vendicarono Giulio Cesare sconfiggendo Bruto e Cassio, i capi dei congiurati a Filippi, in Grecia.

Ottaviano nel 27 a. C. divenne Augusto e nel luogo ove Cesare fu cremato eresse una colonna in ricordo e poi il tempio del Divo Giulio. Ancora oggi quel luogo viene coperto di fiori, soprattutto il 15 di marzo.

Questa è la storia dell’Urbe, la città dove sono nato. 

Emilio Ferracci