La Fontana della Galera (o della Galea) in Vaticano

Storia di Roma

Lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo del mondo (con una superficie di circa mezzo chilometro quadrato) e per la metà è occupato dai suoi celebri giardini.  Nei giardini si possono ammirare circa cento fontane di varie…

Aurea Roma

fontana della galera roma vaticano

Lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo del mondo (con una superficie di circa mezzo chilometro quadrato) e per la metà è occupato dai suoi celebri giardini.  Nei giardini si possono ammirare circa cento fontane di varie epoche, ma senza dubbio la più affascinante ed eccentrica è la Fontana della Galea o della Galera.

Si tratta di una fontana a forma di vascello da combattimento, dotato di cannoni, sartie e vele. La prodigiosa fontana è stata realizzata dallo stagnaro Giovanni Fantini nel 1621, con la sua bottega “alla Dogana” nel rione Sant’Eustachio, durante il pontificato del papa Gregorio XV, quasi interamente  in piombo, sotto la supervisione dei Soprintendenti ai Giardini Martino Forabosco e Cristoforo Raimoschi. Il vascello è costituito da tre alberi in piombo e, da stendardi e da 64 piccoli cannoni, sempre in piombo da cui fuoriescono zampilli d’acqua. Il cordame è in fili di rame o di ottone, mente le legature di sicurezza in fil di ferro.

Alla fine del XVIII secolo, durante il pontificato di Pio VI Braschi, con il Sovrintendente Salvatore Casali, Francesco Antonio Franzoni e Gaspare Sibilla, la nicchia alle spalle della fontana è stata adornata con sculture in laterizio, stucco, intonaci e travertino.  Le sculture rappresentano un episodio secondario del mito di Fetonte. Le Eliadi, le tre sorelle di Fetonte e l’amico Cicno, disperati per la morte del loro caro che chiedono agli dei di condividere la sua sorte. Le tre fanciulle vengono trasformate in pioppi e con Cicno restano per sempre presso il fiume Po, dove Fetonte è caduto. Le nicchia viene rifinita con una “spalliera” di cedri e aranci.

Dopo un lungo periodo di inattività, la fontana è stato sottoposta ad un accurato lavoro di restauro, tra il 2007 e il 2011 e adesso allieta e i visitatori suscitando in chi la ammira ogni volta uno speciale stupore.

La galera è una nave da guerra, ma come si legge nel distico di Maffeo Barberini (poi papa Urbano VIII), pubblicato nel 1644: “De fonte Pontificio navis effigem habente: Bellica pontificum non fundit machina flammas, sed dulcem belli qua perit ignis aquam” (La macchina da guerra dei pontefici non getta fiamme, ma dolce acqua con cui finisce il fuoco della guerra).