Il Santo della Provvidenza cacciatore di anime

Storia di Roma

Solo all’età di 14 anni, grazie ad un’amica, scoprii la bellezza e il fascino della storia di una delle Basiliche mi importanti di Roma: “Santa Maria Maggiore”. Ogni giorno, entrando nella chiesa, scoprivo dell’immagini nuove e grande era il mio…

Aurea Roma

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Solo all’età di 14 anni, grazie ad un’amica, scoprii la bellezza e il fascino della storia di una delle Basiliche mi importanti di Roma: “Santa Maria Maggiore”.

Ogni giorno, entrando nella chiesa, scoprivo dell’immagini nuove e grande era il mio interesse sul perché fossero lì e quale significato avessero.

Un giorno, per pura fatalità, trovai aperta la scala della Confessione della Cappella del Sacramento o Sistina, dal Papa Sisto V che la fece costurire dal suo architetto Domenico Fontana, per custodire il Presepe di Arnolfo di Cambio.

Non mi sembrava vero, finalmente avevo modo di scendere in uno dei luoghi più importanti della cristianità… l’emozione fu grande…ma mentre mi accingevo a risalire  rimasi senza fiato… Sotto  alle scale, nella nicchia, una scultura dai tratti finissimi, che pur essendo collocata in un luogo in penombra, emanava una luce radiosa…

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S. Gaetano, di Nicolas Cordier (detto Franciosino -1567/ 1612), ma viene anche attribuita a Pietro Bernini Basilica di S. Maria Maggiore. Cappella del Sacramento o Sistina. Scala della Confessione

Si trattava di un sacerdote con in braccio un bambino e dietro di lui un angelo, che strano…! Fortuna volle che con me era scesa Suor Ermanna, delle serve di Maria, la quale iniziò a raccontarmi la storia del Santo che altri non era che “San Gaetano da Thiene” e che l’immagine era stata posta in quel luogo per ricordare un avvenimento miracoloso che lo riguardava.

Mi raccontò come a trentasei anni divenne sacerdote e che il giorno di Natale del 1516 celebrò la sua prima Messa nella basilica di S. Maria Maggiore. E proprio durante tale celebrazione gli apparve la Madonna che gli depose tra le braccia il bambino Gesù, ed ecco perché nell’arte e nelle immagini devozionali viene raffigurato con Gesù Bambino tra le braccia.

Mi disse che era anche venerato come il “Santo della Provvidenza” per la sua illimitata fiducia in Dio e perché dedicò la propria esistenza al servizio dei poveri, degli ammalati (per i quali fondò  “l’Ospedale degli Incurabili”) e degli indifesi, tanto da fondare un Istituto con questo scopo, che tutti conoscono come il “Monte di Pietà” per giusti prestiti ed elargizioni, un istituto bancario pensato per le vittime degli strozzini e degli usurai, dal quale in seguito ha avuto origine il Banco di Napoli, il più grande Istituto bancario del Mezzogiorno.

E che per il suo zelo per la salvezza delle anime venne anche soprannominato  “cacciatore di anime per il cielo”, e che per questo motivo poteva essere anche raffigurato con un cuore alato in mano.

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Ha anche un posto di tutto rispetto nella Basilica di San Pietro in Vaticano, essendo stato il fondatore di una congregazione di ecclesiastici, per restaurare la vera vita apostolica all’interno del clero, i “Teatini”.

Alessandra Antonucci