Il Pontefice della Vittoria di Lepanto

Storia di Roma

Tra i tesori che la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore custodisce, troviamo nell’ultima cappella della navata destra, denominata “Sistina”, poiché la fece costruire Sisto V da Domenico Fontana come suo mausoleo, la tomba di San Pio V, il Pontefice…

Aurea Roma

Tra i tesori che la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore custodisce, troviamo nell’ultima cappella della navata destra, denominata “Sistina”, poiché la fece costruire Sisto V da Domenico Fontana come suo mausoleo, la tomba di San Pio V, il Pontefice della Battaglia di Lepanto ed uno dei principali Papi della Riforma.

Entrando nella cappella, sulla parete di sinistra, infatti,  troviamo  il monumento che più di tutti celebra  l’operato di San Pio V, realizzato da Leonardo da Sarzana  nel 1588.   Punto focale dell’opera  è la scultura che rappresenta il santo dove  immediatamente sotto vi è l’urna, di verde antico, con sportello ribaltabile , che contiene le spoglie a vista di S. Pio V. Ogni anno, il 30 aprile, giorno della sua festività, essa viene aperta per esporre le Reliquie alla venerazione dei fedeli.

Mentre nei superbi bassorilievi, posti a cornice, ritroviamo decantati i momenti salienti del suo pontificato: la Consegna del bastone di comando al conte Sforza di S. Fiora,  la Consegna delle stendardo crociato ad Antonio Colonna, l’Incoronazione di S. Pio V, la Vittoriosa Battaglia di Lepanto e quella sugli eretici Ugonotti.

Battaglia di Lepanto Monumento San Pio V –Basilica di Santa Maria Maggiore

Ma chi era San Pio V?

San Pio V, all’epoca Antonio Ghislieri, comunemente chiamato il cardinal Alessandrino, poiché era nato  a Bosco Marengo in provincia di Alessandria, nel territorio del Ducato di Milano, il 17 gennaio delle 1504. Di umili origini, da bambino pascolava le pecore. A quattordici anni grazie ad un amico benestante entrò nel convento dei domenicani di Voghera. Con zelo osservò e mise in pratica la regola dell’Ordine, specialmente per quanto riguardava la “Povertà”. Non si concesse lussi, si dedicò allo studio della teologia, fu un prete duro e da Roma gli arrivò la nomina di “Inquisitore”, prima per Pavia e poi per Como. Nel 1557 venne creato Cardinale e l’anno successivo inquisitore maggiore. A differenza di alcuni cardinali dell’epoca, lui non voleva per sé né ricchezze né una corte numerosa, anzi, pretendeva dai suoi “familiari” una condotta quasi monastica e lui stesso dava esempio di vita austera e laboriosa.

Nel 1558 diresse il processo contro Girolamo Savonarola: un’operazione complessa che condusse con discrezione senza però cedere sul piano dei principi.

Ma proprio a causa del suo rigore il suo operato apparirà sospetto tanto che sotto Pio IV, la Curia gli si oppone, per questo motivo verrà destituito dall’incarico. Pur rimanendo a Roma vivrà come un esule, sarà Carlo Borromeo che lo recupererà da questo suo isolamento appoggiando la sua nomina per il soglio pontificio. Nel 1566, il giorno del suo compleanno, verrà nominato papa con il nome di Pio V. La sua incoronazione si svolse in tono dimesso in quanto destinò le somme per i festeggiamenti ai poveri.

Incoronazione di Papa Pio V Monumento San Pio V –Basilica di Santa Maria Maggiore

Addirittura sotto gli abiti pontificali mantenne  il rozzo saio bianco dei domenicani,  introducendo così la tradizione della veste bianca per i papi; ed usava dormire su un pagliericcio.

Inizialmente il popolo ne rimase affascinato, soprattutto quando lo vedevano passare nelle processioni, a piedi scalzi, a capo scoperto, con la barba bianca come la neve e con in volto l’espressione di una pietà infinita … tanto che la gente iniziò a pensare che non c’era mai stato un Papa così devoto. A detta di un suo biografo fu un papa “gagliardo” con la piena fede in Dio, tanto che diceva che la Chiesa non aveva bisogno di cannoni e soldati avendo come armi la preghiera, il digiuno e le Sacre Scritture. Si dedicò subito a tradurre nei fatti gli orientamenti del Concilio di Trento, emanando il nuovo Catechismo Romano e i nuovi testi del Messale e del Breviario Romano.

Il suo rigorismo religioso, da vero uomo della controriforma, lo portò ben presto ad un ripulisti generale della Curia e della Città di Roma. Ma come in tutte le cose dalle buone intenzioni si passò a dei veri e propri momenti di terrore, tanto che il popolo non è più affascinato da quel papa “Pio” che corregge con le staffe il malcostume, ma ne ha terrore perché chi non crede è perduto chi non obbedisce è già morto. Ora a guidare la sua mano e la sua mente  non c’è più il Dio del Perdono ma quello vendicativo delle Sacre Scritture.

Intensissima fu la sua azione diplomatica per la concordia tra i popoli e soprattutto tra i principi cristiani, al fine di fronteggiare insieme l’invasione turca. Nessuno più di lui si impegnò nella lotta contro i turchi infedeli, superò se stesso per unire Veneziani e Spagnoli, fornendo loro navi e denaro, che si concluse con la clamorosa e inattesa Vittoria di Lepanto,  avvenuta il 7 ottobre del 1571, ed ottenuta per intercessione della Beata Vergine, invocata con il Rosario come “ausilio e soccorso” della Chiesa. A tal motivo fissò la festa di nostra Signora della Vittoria e del Rosario, tutt’oggi mantenuta, proprio al 7 ottobre, come eterno ricordo della battaglia e della vittoria sugli infedeli.

Ritorno di Marc’Antonio Colonna dalla battaglia di Lepanto Monumento San Pio V –Basilica di Santa Maria Maggiore

Poco tempo dopo tali eventi, il papa morì, il 1° maggio 1572, fu inizialmente tumulato nella Basilica Vaticana, ed in seguito, nel 1588, venne traslato a Santa Maria Maggiore. Fu canonizzato nel 1712.

August Kraus, Il Santo Papa Pio V adora il Crocifisso

Alessandra Antonucci