Il Colosseo, il cui vero nome è Amphitheatrum Novum, è uno dei monumenti più famosi del mondo ed anche uno dei più impressionanti per la sua mole e per i giochi che vi si svolgevano. La sua costruzione si data tra il 70 e l’80 d.C. circa, ad opera de primi due imperatori della dinastia flavia: Vespasiano, Tito. Domiziano, l’ultimo imperatore della dinastia flavia ha terminato il monumento e costruito i suoi sotterranei. Del momento iniziale della sua storia abbiamo solo delle immagini rappresentate su alcune monete che nell’antica Roma erano un efficacissimo strumento di propaganda, data la loro natura “seriale”, escludendo il rilievo degli Hateri, in cui appare il Colosseo fino al terzo ordine.
Le monete che recano l’effigie del Colosseo sono ben note e ampiamente studiate, ma ci piace trattarne brevemente in codesta nostra “chiacchierata” (in questo caso solo per iscritto).
Esemplari dell’epoca di Tito e di Vespasiano. Monete o oggetti da elargire?
Le prime monete su cui si trova l’immagine del Colosseo sono una serie di sesterzi (ne sono stati individuati 12 esemplari) dell’epoca dell’imperatore Tito e di suo fratello, nonché successore, Domiziano. Il sesterzio era una moneta che in età repubblicana veniva coniata in argento e valeva 1/4 del denario o 2 assi e mezzo. A seguito della rivalutazione del denario a sedici assi, il sesterzio assume il valore di 4 assi. In età imperiale viene coniato in oricalco, lega simile all’ottone. Il sesterzio aveva un peso di g 25/28, un diametro di mm 32/34 ed uno spessore di mm 4 ca.. La sua ampia superficie ben si prestava ad accogliere immagini legate alla propaganda imperiale.
Lo studioso Nathan T. Elkins, nel suo saggio “The Flavian Colosseum Sestertii: Currency or Largess” in Numismatic Chronicle 166, pubblicato nel 2006, alle pagg. 211-221, ha preso in esame codesti sesterzi e li ha divisi in quattro diversi tipi monetali, coniati tra l’80 e l’81 d.C., sia quando Tito era ancora in vita, sia subito dopo la sua morte, dal suo successore nonché fratello Domiziano.
In codesti sesterzi Il Colosseo è sempre rappresentato al dritto della moneta, mentre sul rovescio si trova l’immagine dell’imperatore. Qui riportiamo una foto (fig. 1) in cui appare al dritto il Colosseo visto dall’altro, di tre quarti, con i suoi quattro piani, e le gradinate all’interno, suddivise in settori. A sinistra del Colosseo si riconosce la Meta Sudans, una fontana costruita in età flavia e a destra si intravedono i resti del portico costruito alla base del Colle Oppio dai Flavi, parte delle terme di Tito. Al rovescio troviamo l’imperatore Tito, seduto sulla sedia curule, su una catasta di armi, rivolto verso sinistra, recante un ramoscello nella mano destra. Secondo il parere dello studioso Nathan T. Elkins, dato che sul dritto si trova il Colosseo e non l’immagine dell’imperatore, codesti esemplari non sarebbero semplici monete, ma medaglioni destinati alle elargizioni imperiali, coniati in occasione degli spettacoli e distribuiti agli spettatori; addirittura lo studioso ipotizza che fossero gettate tra il pubblico.

(Fig. 1 , foto tratta dal sito: http://www.eugubium.it/approfondimenti/Monete%5CRomaneImperiali%5CEdifici%5CCOLOSSEO.htm)
Sesterzio di Severo Alessandro
Il Colosseo poi lo troviamo rappresentato su un sesterzio dell’epoca dell’imperatore Severo Alessandro (fig. 2), ora in collezione privata, che si data al 223 d.C., in cui al dritto compare l’imperatore di profilo, laureato, drappeggiato e corazzato. Al rovescio compare il Colosseo con tre figure a sinistra e la Meta Sudans a destra. Nel 217 d.C. il Colosseo è stato fortemente danneggiato da un fulmine, è stato chiuso per cinque anni ed è stato sottoposto a lunghissimi lavori di restauro, anzi di ricostruzione, proprio ad opera dell’imperatore Severo Alessandro. Probabilmente l’emissione del nostro sesterzio si collega alla riapertura del monumento dopo i restauri che si sono conclusi nel 222 d.C..

Fig. 2, foto tratta dal sito: https://www.astetinia.it/it/lot/759/roma-alessandro-severo-sesterzio-223-ae-/)
Aureo di Severo Alessandro
Il Colosseo lo troviamo inoltre rappresentato su un’altra moneta preziosissima, da collezione privata. Si tratta di una aureo (fig. 3), sempre dell’epoca di Severo Alessandro. L’aureo è una moneta romana emessa per la prima volta da Giulio Cesare, nel 49 a.C., anche se alcuni esemplari erano già stati coniati da Silla. Valeva 25 denari d’argento e 100 sesterzi di oricalco o bronzo. Aveva un peso che si aggira intorno ai 7/9 grammi. Aveva un diametro di mm 19 circa. Nei secoli via via diminuì di peso, finché nel 309 d.C Costantino la sostituì con il solido (da cui deriva la parola soldo).
Sul nostro aureo al dritto è rappresentato l’imperatore Severo Alessandro, laureato e drappeggiato, di profilo rivolto verso destra. Al rovescio è rappresentato il Colosseo con i suoi quattro piani, a sinistra la Meta Sudans, la fontana di età flavia e a destra uno dei quattro portichetti che sormontavano gli ingressi principali posti in corrispondenza degli assi minore e maggiore dell’arena che aveva una forma ellittica.

Fig.3, foto tratta dal sito http://www.eugubium.it/approfondimenti/Monete%5CRomaneImperiali%5CEdifici%5CCOLOSSEO.htm
Medaglione di Gordiano III
Infine troviamo rappresentato il Colosseo su un medaglione (fig. 4) di bronzo dell’imperatore Gordiano III, dal diametro di mm 40, datato tra il 241/242-244 d.C.. L’esemplare in oggetto è conservato nel Museo Civico di Bologna. Al dritto del medaglione compare il busto corazzato e drappeggiato dell’imperatore, circondato dalla legenda che lo definisce Pius e Felix. Al rovescio di vede l’anfiteatro di tre quarti, dall’alto. Si distinguono i tre ordini di arcate e l’attico da cui sporgono i pali che tenevano il velarium. Nella cavea si distinguono due file di spettatori, il palco imperiale e al centro dell’arena è rappresentato un combattimento tra un toro e un elefante, quest’ultimo montato da un gladiatore. A sinistra del Colosseo di vede la statua del dio Sole (secondo alcuni trattasi di una statua della dea Fortuna) e a destra la Meta Sudans (secondo alcuni trattasi del portico che circondava la piazza o una delle caserme dei gladiatori).

Fig. 4, foto tratta dal sito: http://www.comune.bologna.it/archeologico/percorsi/47680/id/48928/oggetto/48982/
Tutte le monete prese in esame hanno contribuito enormemente a ricostruire l’assetto del Colosseo al momento della sua costruzione e nei suoi primi secoli di vita.
Margherita Capponi


