Il Carcere di Regina Coeli

Storia di Roma

AR COELI, A BOTTEGA, MA CHE SEI STATO A VÉDE ER SOLE A SCACCHI? Insomma il carcere di Roma REGINA COELI Un’istituzione romana tra le più tristemente famose: “drentro a Regina Coeli c’è ‘no scalino, chi nun salisce quello nun…

Aurea Roma

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AR COELI, A BOTTEGA, MA CHE SEI STATO A VÉDE ER SOLE A SCACCHI?

Insomma il carcere di Roma REGINA COELI

Un’istituzione romana tra le più tristemente famose: “drentro a Regina Coeli c’è ‘no scalino, chi nun salisce quello nun è romano. Nun è romano e manco tresteverino.” 

Vi serve la traduzione? 

Quando si passa sul Lungotevere, alla Lungara, si incontra il carcere di Roma, Regina Coeli o, in dialetto romanesco, Er Coeli.

L’edificio che ospita il carcere di Roma, reso celebre da canzoni, films, opere letterarie e dalla tradizione romanesca, fu costruito nel XVII secolo, più precisamente nel 1654 come monastero di Santa Maria Regina Coeli, cioè Regina del Cielo. 

In realtà la costruzione inizio già sotto papa Urbano VIII Barberini nel 1642, poi vi fu una sospensione per la morte del pontefice ed in seguito i lavori furono ripresi sotto Innocenzo X Pamphilj.

L’ idea di costruire un convento venne a due sorelle, principesse romane, Vittoria e Anna Colonna. La prima monaca e badessa delle Carmelitane, la seconda sposa e vedova di Taddeo Barberini. Insomma un intreccio di casate e di proprietà Principesche Romane. Il convento fu chiuso una prima volta, momentaneamente, dai francesi di Napoleone e poi definitivamente, nel 1881, dagli italiani per divenire il carcere di Roma, con lavori che si protrassero fino al 1900.

Al primitivo edificio fu annesso anche un altro convento di suore, attiguo al primo, per aprire la sezione femminile. Queste suore in origine erano quelle di Santa Maria della Vestizione, ma poi il convento fu acquistato da un commerciante di seta, Vincenzo Masturzi, che lo cedette ad una nuova congregazione femminile, le Serve di Maria  il cui abito comprendeva un ampio mantello, da qui il nome popolare del carcere come le Mantellate, reso famoso da una celebre canzone di Giorgio Strehler.

Il carcere di Roma, Casa Circondariale di Roma e Provincia, divenne sede della prima scuola in Italia della Polizia Scientifica. Durante la IIa guerra mondiale, con l’occupazione nazista della capitale, fu carcere politico insieme a quello di via Tasso e proprio da qui fu prelevata la maggior parte dei Martiri delle Fosse Ardeatine.

Il carcere ricevette la visita apostolica da parte di 4 papi di cui 3 santi: San Giovanni XXIII, San Paolo VI, San Giovanni Paolo II e Papa Francesco.

Per confermare quanto questo luogo sia importante per la tradizione e per la cultura romanesca, vi invito ad ascoltare due canzoni: “Gira e fai la Rota” di Claudio Villa per Regina Coeli, sezione maschile e “Le Mantellate” di Gabriella Ferri, per la sezione femminile.

Emilio Ferracci