In questi giorni di isolamento casalingo, come molti di noi, passo il tempo riordinando la mie cose.
Tra i vari materiali di studio e documentazione mi imbatto in una serie di pubblicazioni, collezionate da mio padre sulla Basilica di San Pietro, ricche di puntuali articoli e soprattutto di inusuali illustrazioni.
Sfogliando quindi il n. 5 del notiziario mensile ‘LA BASILICA DI S.PIETRO’ relativo al maggio 2010, mi colpisce la pubblicazione di una foto risalente al 1934 dell’archivio fotografico de “L’Osservatore Romano-fondo Giordani” che qui riporto.

Quante volte entrando nella basilica restiamo colpiti dalle dimensioni difficilmente percepibili di tutti i suoi particolari decorativi!
Questa foto assai rara e molto suggestiva documenta i lavori di completamento della grande iscrizione sotto il cornicione della navata centrale, compiuti tra il giugno del 1934 e il febbraio del 1935 dai mosaicisti della Fabbrica di San Pietro che si occuparono della messa in opera delle 266 lettere ancora mancanti delle scritte evangeliche petrine.
Successive infatti alla iscrizione a lettere blu notte su fondo oro della Cupola, terminata nel 1606, sono quelle aggiunte per volere di papa Pio IX, tra il 1867 e il 1870. I lavori, eseguiti solo per i due quinti del progetto, erano però rimasti incompiuti fino alla fase conclusiva, all’epoca di Pio XI.
Furono necessarie circa 10 tonnellate di smalti di cui 16 quintali furono impiegati per le sole lettere. La superficie totale del fregio misura mq 647 e corre per una lunghezza di 336 metri. Il fregio ha un’altezza di circa 1,80 metri e le lettere sono alte circa 1,40 metri: la figura del mosaicista ritratto mentre lavora alla vertiginosa altezza di oltre 30 metri ce lo testimonia.
Filomena De Santis (cresciuta all’ombra del Cupolone)


