I Colonna e l’aquila d’argento

Storia di Roma

Il 7 ottobre del 1571 la vittoria nella Battaglia di Lepanto fu di capitale importanza per la Famiglia Colonna e per i territori del Lazio a sud di Roma. Al loro ritorno da Lepanto Marcantonio Colonna, Ammiraglio Pontificio ed il…

Aurea Roma

battaglia di lepanto 1571

Il 7 ottobre del 1571 la vittoria nella Battaglia di Lepanto fu di capitale importanza per la Famiglia Colonna e per i territori del Lazio a sud di Roma.

Al loro ritorno da Lepanto Marcantonio Colonna, Ammiraglio Pontificio ed il fratello Pompeo, suo luogotenente, vennero ricevuti a Roma come accadeva ai Consoli Romani. Dalle cronache del tempo sappiamo che il Papa S. Pio V e la città di Roma organizzarono un grande corteo trionfale. Ai Colonna fu reso omaggio prima nel loro feudo di Marino e poi a Roma il 4 dicembre 1571.

“ Il corteo si formò alla Porta di Santo Bastiano… percorse la via Sacra, Il Colosseo, la Domus Aurea, il Campidogli fino a San Pietro”.

Nella Sala del Capitano nel Palazzo Colonna in Roma si possono vedere gli affreschi che illustrano il corteo.

“Il signor Marcantonio si mosse con l’antiguardia di circa mille e cento archibusceri tramezzati…da molti tamburi vestiti in livrea… vestiti superbissimamente in giacco e  maniche e celata con penna e banderola….er dietro a loro 1560 soldati con le picche….seguivano i turchi prigioni in numero di 170 vestiti a livrea gialla e rossa, legati due a due….poi veniva un gran numero di gentil’homini a cavallo e dietro quattro trombetti a cavallo….Seguivano i Caporioni insieme con il Priore…. il signor Giorgio Cesarini a cavallo portava lo stendardo del Popolo Romano.

Succedevano i due nepoti di Sua Santità col signor Pompeo Colonna a man dritta e col signor Honorato Gaietano a man manca. Poi il signor Marcantonio  a cavallo in su un Giannetta bianco come neve… i suoi staffieri  con cappe di panno nero. Dipoi il Senatore e i 3 Conservatori si Roma… seguitati da grandissimo numero di gentiluomini a cavallo…”

Il Trionfo culminò nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli con la recita del Te Deum.

soffitto santa maria aracoeli roma

Marcantonio Colonna diede i soldi per costruire il soffitto che fu ultimato sotto Gregorio XIII Ludovisi. 

Pompeo Colonna

Ma veniamo a Pompeo, fratello di Marcantonio. Questi sposo Orinzia Colonna e dopo quattro mesi di matrimonio fece uccidere la suocera, Livia, per motivi di interesse economico. Condannato a morte, riuscì a non essere giustiziato fino a quando Pio V non lo mandò a Lepanto dicendogli che se la battaglia fosse stata vinta lo avrebbe perdonato. I Colonna erano fedelissimi alla Madonna delle Grazie di Zagarolo. Prima della battaglia si riunirono a Zagarolo per fare voto alla Madonna.

Vinta la battaglia, Pompeo venne di corsa Roma per dare l’annuncio della vittoria al Papa e ottenere il perdono. Ma prima si fermò a Zagarolo e offrì alla Madonna L’Aquila d’argento che stava a prua dell’Ammiraglia Pontificia.

L’Aquila fu posta in una nicchia con una iscrizione in latino che celebrava l’evento. Pio V nel 1580 elevò Zagarolo a Ducato e Pompeo fu Duca. Fondò insieme agli altri Colonna la Chiesa della Santissima Annunziata.

Quando ero ancora un bambino, Eugenio Loreti, storico di Zagarolo e amico della mia famiglia mi portò a vedere la nicchia e l’iscrizione. L’Aquila non c’era più. La rubarono, mi disse, i soldati giacobini francesi quando invasero lo Stato Pontificio.

Sic transit gloria mundi. 

La Sagra dell’Uva di Marino

Inoltre, anche  la famosa Sagra dell’Uva di Marino è legata alla vittoria di Lepanto. Infatti fu inventata nel 1925 da Leone Ciprelli come concorso di poesia romanesca, per commemorare l’arrivo a Marino di Marcantonio Colonna dopo la Battaglia di Lepanto.

Nel 1926 il Maestro Franco Silvestri scrisse la famosa ‘Na gita a li Castelli (Nannì) resa famosa da Ettore Petrolini. 

Emilio Ferracci