Francesca Bresciani è stata un’intagliatrice di pietre dure ed orafa, operante a Roma nella seconda parte del XVII secolo.
La Fabbrica di San Pietro ha visto nel corso dei secoli molte donne al suo servizio. Quando un uomo, orafo, ebanista, muratore, moriva lasciando la famiglia senza sostentamento, la Fabbrica ne assumeva la moglie, la figlia, la madre. Molte donne hanno preso parte alla realizzazione di quel capolavoro assoluto che è la Reverenda Basilica Papale di San Pietro in Vaticano.
Quando l’ultra settantenne Gian Lorenzo Bernini fu incaricato da papa Clemente X, Emilio Altieri, della realizzazione dell’altare della cappella del Santissimo Sacramento di San Pietro, la Fabbrica fece un concorso per scegliere le maestranze da affiancare al “Padron del Mondo”, Gian Lorenzo Bernini.
L’opera doveva essere eseguita in bronzo dorato e lapislazzuli purissimi, in modo da ripetere i colori dello stemma araldico della famiglia del papa, il giallo e il blu degli Altieri.
Tra quelli che si fecero avanti per ottenere l’ incarico c’era una donna, Francesca Bresciani, figlia di Francesco, noto intagliatore di pietre dure che aveva lavorato con Bernini a quel capolavoro che è la Cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria.
La donna aveva lavorato per molti Principi Romani e supplicò tre cardinali per avere l’incarico. Erano pezzi forti. Il card. Paluzzo Paluzzi Altieri, cardinal nepote del Papa, il cardinal Cybo ed il potente cardinal Virginio Orsini.
Ebbe l’incarico anche perché gli informatori di Bernini dissero al capo che la donna era la più brava. Imprenditrice, moglie, madre. Dirigeva molti collaboratori. Tutti uomini. E in due anni tra il 1673 e il 1674 portò a termine il difficile lavoro, ridurre i lapislazzuli in lastrine finissime e curvilinee, lavorando anche la notte.
Bernini periziò il lavoro consigliando la Fabbrica di pagare la Bresciani meno del pattuito. Allora lei scrisse ai tre cardinali suoi “sponsors” chiedendo una nuova perizia. La cosa fu approvata e le furono riconosciuti trecento scudi in più.
La cosa incredibile è che nelle carte conservate nell’ Archivio Generale della Fabbrica, Francesca Bresciani definisce il settantasettenne Bernini, il Padron del Mondo, come uno che capiva solo di pietre e non poteva capire le gioie!!!
EMILIO FERRACCI



