Er “fritto misto” de Termini

Storia di Roma

Ovvero ”er funtanone” de Piazza de l’Esedra (oggi piazza della Repubblica) a Roma. L’ultimo lavoro pubblico dello Stato Pontificio fu la realizzazione dell’acquedotto dell’Acqua Pia-Marcia. L’inaugurazione Inaugurato il 10 settembre del 1870,  pochi giorni prima dell’entrata in città dei bersaglieri…

Aurea Roma

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Ovvero ”er funtanone” de Piazza de l’Esedra (oggi piazza della Repubblica) a Roma. L’ultimo lavoro pubblico dello Stato Pontificio fu la realizzazione dell’acquedotto dell’Acqua Pia-Marcia.

L’inaugurazione

Inaugurato il 10 settembre del 1870,  pochi giorni prima dell’entrata in città dei bersaglieri (giunti il 20 settembre 1870), prendeva il nome dal committente, il papa Pio IX e dall’acquedotto Romano dell’Acqua Marcia, realizzato nel 144. a.C., di cui seguiva il tracciato.

L’acquedotto terminava nell’allora piazza dell’Esedra (ora piazza della Repubblica) a Termini in una semplice fontana a vasche. C’era bisogno di un abbellimento e così, nel 1888, dopo qualche anno dalla presa di Roma,  il nuovo governo e il Comune di Roma decisero la costruzione di una fontana con statue. La scelta dell’autore ricadde sul giovane scultore palermitano Mario Rutelli. L’appena diciannovenne Rutelli divenne in seguito bisnonno dell’ex sindaco di Roma, Francesco.

Descrizione della fontana

Nella fontana, ai lati, vi erano quattro Naiadi a corpo nudo, sinuoso e lucente sotto gli scrosci dell’acqua. Erano le ninfe dell’Oceano, dei fiumi, dei laghi e delle acque sotterranee.

I Romani di allora ebbero reazioni pruriginose. Per l’epoca era una fontana erotica. Al centro mancava qualcosa e il Rutelli fece un modello in malta che doveva essere poi fuso in bronzo. Ma il soggetto dell’opera obbligò lo scultore a cambiare i suoi progetti. Infatti c’erano tre figure umane più un delfino e un polipo che si avvinghiavano in modo da non far capire niente. Il popolo Romano la ribattezzò “Er fritto misto de Termini”.

Il comune invitò lo scultore a fare altro. Così fu fatta una figura maschile che si avvinghia ad un delfino. Questa figura fu quella fusa e messa al centro della fontana. Il fritto misto fu tolto.

Il sonetto di Sor Pietro Capanna

Ma la fontana dell’Esedra dava troppo scandalo e il grande Sor Pietro Capanna, cantastorie, attore di strada e poeta romanesco, nel 1901 fece un famoso sonetto, ricco di doppi sensi:

“A piazza dell’Esedra c’è un funtanone co’ quattro donne ignude a pecorone con in mezzo un coso ardito che funziona da marito. Sto fregno strano, cor pesce in mano je annaffia a tutte quante er tamburlano…..”.

(In altre versioni al posto del “tamburlano” si trova il termine ”deretano” n.d.r..)

Capirete lo scandalo. La fontana fu chiusa e coperta da un capanno di palanche di legno. Protestò la chiesa, protestò molta parte del popolo. E Rutelli fu preso da un grande esaurimento nervoso. La fontana fu riattivata dopo dieci anni!

Il “fritto misto” oggi

E il “fritto misto”? Negli anni settanta  del novecento è stata messa in mezzo ad un laghetto nel giardino di piazza Vittorio. Poi il laghetto è stato tolto per i lavori della Metro A e il gruppo scultoreo, dopo un restauro sta ancora lì. Se volete vederlo sta lì nel parco di piazza Vittorio, ripulito da un ulteriore recente restauro.

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Emilio Ferracci