Arte in clausura

Storia di Roma

L’arte è in clausura. Quadri, disegni, sculture rimangono chiusi nei loro musei, nelle sale dove sempre sono esposti. La differenza è che nessuno, almeno per un pò, potrà andare ad ammirarli. Ma viviamo in un paese che spesso viene definito…

Aurea Roma

L’arte è in clausura.

Quadri, disegni, sculture rimangono chiusi nei loro musei, nelle sale dove sempre sono esposti. La differenza è che nessuno, almeno per un pò, potrà andare ad ammirarli.

Ma viviamo in un paese che spesso viene definito un “museo a cielo aperto”, nelle grandi città come nei più piccoli paesi possiamo camminare e ammirare al contempo monumenti di epoche e stili diversi. A Roma non avremo nostalgia, in questo periodo, delle opere di epoca romana: possiamo incontrarle in diversi luoghi del centro storico, dal Pantheon a via dei Fori imperiali,  tutti monumenti di grande rilievo. Testimonianze dell’arte medievale le troviamo in chiese come Santa Maria in Cosmedin, dove all’esterno possiamo ammirare il bel campanile e l’atrio dove è posta la Bocca della verità, o in San Clemente, o in Santa Maria sopra Minerva, raro esempio di architettura gotica a Roma, con il suo magnifico soffitto azzurro, e dove sono conservate le spoglie di Santa Caterina da Siena e del pittore Beato Angelico.

Potremo continuare ad ammirare Raffaello nella chiesa di Santa Maria della Pace, chiesa in cui Rinascimento e Barocco si incontrano attraverso gli affreschi di Raffaello, il chiostro del Bramante e la facciata concava, capolavoro di Pietro da Cortona. Anche Caravaggio sarà visibile entrando in san Luigi dei Francesi, in Santa Maria del Popolo o in Sant’Agostino dove il Merisi trovò rifugio in seguito ad una delle sue controversie e dove si può ammirare la bellissima Madonna dei Pellegrini.

Più difficile da trovare a Roma è l’arte contemporanea. A un estremo della città, verso sud, troviamo il quartiere dell’Eur, quello costruito per l’Esposizione Universale del 1942,e dall’altra parte, verso nord, abbiamo il complesso sportivo dello Stadio dei marmi.

Sopra Valle Giulia incontriamo, invece,  delle grandi sculture di leoni, scure e un po’ inquietanti a prima vista, ma con pose tranquille, quasi giocose, poste davanti all’ingresso della Galleria d’Arte Moderna. L’autore di queste opere è Davide Rivalta, lo stesso che firma la bellissima Bufala (2019) che con un inchino minaccioso ci invita ad entrare nel Parco dei Daini a Villa Borghese. La figura della bufala è potente, materica e dall’imperfezione della sua superficie scaturisce la potenza e la forza dell’animale, questa è la prima di una serie di opere di artisti contemporanei esposte a cielo aperto nei giardini di Villa Borghese, nell’ambito della mostra dal titolo “Back to nature” in programma fino al 13 dicembre.

back to nature villa borghese roma

Le diverse opere si posizionano tra gli alberi e tra le quinte architettoniche della villa in un modo particolare. L’opera senza titolo (1998) di Mario Merz è un grande igloo metallico sulla cima del quale campeggia un cervo, come uno dei daini che un tempo si aggiravano per la villa. Più avanti troviamo “Drops” (2020) sette gocce bianche, geometriche, aeree di Andreco che si stagliano sul prato con lo sfondo di una quinta architettonica ornata di festoni .

Tornando sui nostri passi, troviamo degli alberi vestiti con tessuti coloratissimi, lavorati a maglia con motivi geometrici, come tele di ragno, realizzati da Accademia Aracne e dal titolo “Yarn Bombing” (2020). Alle loro spalle due grandi pannelli ci offrono la possibilità di metterci le ali e immaginare di sollevarci, almeno attraverso una foto, sopra l’aria che ci circonda. Altrettanta leggerezza e ariosità ci suggerisce la struttura “Etherea” (2018) di Edoardo Tresoldi, un’architettura con cupola incompleta e corpi aggettanti nella quale possiamo entrare e attraverso la quale possiamo ammirare il cielo e la natura circostante tramite una struttura metallica forata, che ci fa osservare quegli stessi alberi e cielo da un nuovo punto di vista e con una nuova suggestione. Di fronte ad Etherea si erge il retro  della Galleria Borghese col suo giardino di Venere ornato di piante e  statue, tra le quali vale la pena soffermarsi a guardare le copie di Flora e Priapo di Gian Lorenzo Bernini, opere che spesso trascuriamo, attratti da quelle  ben più note esposte all’interno della galleria, ma che ora, in tempi di clausura, ci conviene ammirare ed apprezzare.

a cura di Francesca  Artuso