Anna Perenna: tra mito e archeologia

Storia di Roma

Alle Idi (di marzo, 15 marzo) si festeggia il concepimento di Anna Perenna, non lontano dalle tue rive, Tevere forestiero. Arriva la gente e beve, distesa qua e la sul prato verde, e ognuno si adagia accanto alla sua donna;…

Aurea Roma

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Alle Idi (di marzo, 15 marzo) si festeggia il concepimento di Anna Perenna, non lontano dalle tue rive, Tevere forestiero. Arriva la gente e beve, distesa qua e la sul prato verde, e ognuno si adagia accanto alla sua donna; alcuni restano all’aperto, pochi altri piantano una tenda.
Intanto accaldati dal sole e dal vino, pregano di vivere tanti anni quanti sono i boccali che bevono, li contano e li bevono.
Cantano anche le canzoni ascoltate a teatro, poi posano i calici e danzano a lungo in circolo, le ragazze ballano con i capelli al vento. Sulla via del ritorno procedono titubanti e sono uno spettacolo per la gente. Chi li incontra li chiama FORTUNATI.
Ovidio, Fasti, III, 528

Il culto di Anna Perenna

Questa la vivida e bella descrizione della festa di Anna Perenna, fattaci dal grande Ovidio nei Fasti.

Anna Perenna era un’antica Dea Romana arcaica, la cui origine è incerta, ma è legata all’abbondanza e al cibo. Infatti Ann in sanscrito significa Cibo. Cibo Perenne = Abbondanza. Il 15 di Marzo era l’antico capodanno Romano. L’augurio che si facevano i Romani era Annare ac Perennare. Amnis Perennis significa “acqua che scorre sempre”.

Una cosa è certa, la festa aveva caratteri mangerecci, beverecci e sessuali!

Pare che i congiurati che uccisero Cesare nel 44 a C. scelsero questa data proprio perché in quel giorno c’era poca gente e la sicurezza era allentata. Non era più una festa ufficiale dello stato, ma il popolo la festeggiava comunque.

Quando il popolo fece la secessione sul Monte Sacro che fu risolta poi da Menenio Agrippa, pare che il popolo fosse stato sfamato da una vecchietta di Bovillae (località sulla via Appia presso Frattocchie a Marino) che abitava sul monte in una capanna e aveva un forno. Dalla mattina alla sera sfornava focacce con cui sfamò tutti.

Questo il mito e la religione dei nostri Padri.

Anna Perenna e l’archeologia

Ma cosa ci dice l’archeologia di Anna Perenna? Al Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano c’è una stanzetta con dei reperti eccezionali. Quando furono trovati e dove? Era il 1999, poco prima del capodanno del 2000. E dove? Pensate, ai Parioli! Sono reperti che parlano di superstizione e di maledizioni. Si perché fino al II sec d.C. Anna Perenna mantenne il carattere di Dea dell’Abbondanza, il culto era  gioioso, campestre, di buon augurio e fertilità, poi divenne un culto stregonesco.

Ma andiamo per ordine. Siamo nei pressi di piazza Euclide ai Parioli, a Roma. Durante i lavori per la costruzione di un parcheggio multipiano sotto a un palazzo si trovano i resti di una fonte Sacra e di una cisterna. Si trovano iscrizioni di ANNA PERENNA. Tra i sei e i dieci metri di profondità. L’acqua era sorgente naturale.

Siamo a un miglio di distanza dal Pomerio stabilito dall’imperatore Claudio, sulla via Flaminia. Qui c’era il Bosco Sacro della Dea. Qui i Romani venivano a fare la festa di Anna Perenna. Fuori Porta.

Nella cisterna si sono trovati gusci di uova, simbolo di fertilità insieme alle pigne. E poi sono venuti fuori gli oggetti delle superstizioni. Al Museo Nazionale Romano possiamo vedere un Caccábus in rame, cioè un pentolone per preparare le pozioni “magiche”. E poi 500 monete in bronzo. Come quelle che si gettano ancora oggi nelle fontane!

Pensate che la moneta più tarda è quella dell’imperatore Teodosio del 391 d. C. , che in quell’anno chiuse i santuari pagani. Poi sono state rinvenute 70 lucerne per riti notturni, infatti erano nuove o quasi. E ancora sono state trovate 21 defixiones, cioè maledizioni fatte in laminette di piombo incise con formule magiche e il nome di chi doveva essere colpito: Antonius, Sura, qui natus est de vulva maledicta.

Roba pesante!

Ma il ritrovamento più incredibile e unico è stato quello di 7 statuette, diciamo così “vudù”. Uniche al mondo. Fatte con farina e latte. Tenute da un osso “magico” con incisioni all’interno. Erano collocate in contenitori in piombo. Il fango che le ha coperte ha impedito ai batteri di distruggerle!

Insomma una cosa incredibile. Il Museo Nazionale Romano è pieno di incredibili reperti. Quando andate a visitarlo cercate la stanza di Anna Perenna. E pensate ai maghi odierni. Non è cambiato molto…

Sotto il traffico dei Parioli giace il Santuario di Anna Perenna.