Anarchia militare del III secolo d.C. – Parte 2

Storia di Roma

Gli imperatori sono stati proclamati in diverse maniere; nel corso del III secolo d.C., nel periodo che va dal 235 al 285 d.C., si sono avvicendati svariati imperatori, eletti dall’esercito e morti quasi tutti di morte violenta. Tale periodo è…

Aurea Roma

Gli imperatori sono stati proclamati in diverse maniere; nel corso del III secolo d.C., nel periodo che va dal 235 al 285 d.C., si sono avvicendati svariati imperatori, eletti dall’esercito e morti quasi tutti di morte violenta. Tale periodo è noto come “anarchia militare”. Vi proponiamo un breve riassunto del periodo in oggetto, diviso in 4 puntate.

Hai perso la prima parte? Eccola!

Treboniano Gallo

Treboniano Gallo, nato a Monte Vibiano Vecchio (Perugia) e morto a Terni nel 253, proveniva da una famiglia dell’aristocrazia senatoriale (i Vibii), di origine etrusca.

treboniano gallo

La sua carriera precedente all’ascensione al trono era stata il normale cursus honorum con molti incarichi sia politici che militari. Dopo essere stato console nel 250, fu nominato governatore della provincia della Mesia, un incarico che dimostrava la fiducia che l’imperatore Decio riponeva in lui. In quella provincia si rivelò una figura chiave nel respingere le frequenti invasioni dei Goti sul Danubio e divenne molto popolare nell’esercito.

Il 1º luglio 251 l’imperatore Decio morì nella battaglia di Abrittus (in Bulgaria) per mano dei Goti; Treboniano fu allora acclamato imperatore dai soldati sul campo di battaglia. Appena salito al trono fu tuttavia costretto a stipulare con i Goti una pace che concedeva loro il bottino e i prigionieri e che prevedeva anche un versamento annuo d’oro da parte dei Romani. In tal modo tuttavia poté tornare a Roma.

Il suo regno fu sconvolto non solo dalla pressione dei Goti nell’area danubiana ma anche da una nuova ondata di epidemia di peste. Di questa situazione di crisi ne approfittarono le armate dei Sasanidi di Sapore I, che penetrarono in Mesopotamia e Siria fino ad occupare la stessa Antiochia. Gallo morì assassinato dal suo luogotenente Emiliano in Mesia (maggio 253). Nel frattempo Valeriano (governatore della Rezia), che stava combattendo contro gli Ostrogoti, venuto a conoscenza della morte di Treboniano, si dichiarò imperatore e scese in Italia contro Emiliano (luogotenente dell’imperatore Gallo) con l’esercito.

Nel tardo luglio/metà settembre 253 gli eserciti di Valeriano ed Emiliano si scontrarono, ma i soldati di Emiliano decisero di abbandonarlo e lo uccisero non molto lontano da Narni.

Valeriano

Valeriano, esponente del ceto senatorio, divise l’Impero romano, affidando al figlio Gallieno il governo della parte occidentale.

valeriano

Nel 260 Valeriano fu catturato in battaglia dai Parti, guidati da Sapore I, e morì in prigionia senza che l’esercito romano facesse alcun tentativo per liberarlo: da allora, quindi, a governare Roma rimase il solo Gallieno, che riuscì a stento a difendere l’Italia dai Germani, mentre altre zone dell’impero furono saccheggiate da Germani e Goti. Anche Sparta ed Atene furono saccheggiate e la Grecia ridotta ad un cumulo di rovine.

I Goti arrivarono ad incendiare il tempio di Artemide ad Efeso.

Gallieno (253-268) fece un’importante riforma: escluse i senatori dal comando delle formazioni militari che furono riservate a soldati di carriera. Così facendo Gallieno sancì definitivamente la distinzione tra la carriera civile, riservata ai senatori e quindi ad un ceto di origine romana, e la carriera militare, che poteva compiersi solo all’interno dell’esercito (e destinata sempre più ad essere percorsa da figure di origine barbara). Durante il suo regno ci furono due secessioni di territori dell’impero (l’Impero delle Gallie a occidente e il Regno di Palmira a oriente in Siria).

Gallieno

Gallieno fu un imperatore colto e sotto il suo regno le arti e la cultura vissero un breve periodo di fioritura.

busto gallieno

Il vescovo Eusebio di Cesarea, biografo di Costantino, loda Gallieno per i suoi editti di libertà religiosa.

A differenza del padre, che aveva perseguitato i cristiani, una volta diventato l’unico imperatore (260), Gallieno promulgò degli editti in cui concedeva la libertà di culto, arrivando a restituire alcune proprietà confiscate ai cristiani. La “pace” instaurata da Gallieno con i cristiani durò fino alle persecuzioni di Diocleziano nel 303. Inoltre la promulgazione di editti riconobbe anche la comunità cristiana, cosa che non era mai accaduta in precedenza.

a cura della Prof.ssa Paola Puppo