Anarchia militare del III secolo d.C. – Parte 1

Storia di Roma

Gli imperatori sono stati proclamati in diverse maniere; nel corso del III secolo d.C., nel periodo che va dal 235 al 285 d.C., si sono avvicendati svariati imperatori, eletti dall’esercito e morti quasi tutti di morte violenta. Tale periodo è…

Aurea Roma

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Gli imperatori sono stati proclamati in diverse maniere; nel corso del III secolo d.C., nel periodo che va dal 235 al 285 d.C., si sono avvicendati svariati imperatori, eletti dall’esercito e morti quasi tutti di morte violenta. Tale periodo è noto come “anarchia militare”. Vi proponiamo un breve riassunto del periodo in oggetto, diviso in 4 puntate.

Massimino il Trace (235-238)

Il primo imperatore barbaro (proveniva dalla Tracia ed era un pastore che fu arruolato nell’esercito), da vero soldato qual era, ottenne successi militari sia lungo il fronte renano sia danubiano, dove sconfisse prima gli Alemanni e poi i Sarmati della piana del Tibisco.

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Massimino il Trace

Massimino impose un durissimo prelievo fiscale per finanziare l’esercito e s’inimicò sia il Senato sia le élite delle città. La rivolta contro di lui partì dall’Africa, dove proprietari e coloni si ribellarono e venne acclamato Augusto il proconsole d’Africa Gordiano I che associò al potere il figlio Gordiano II. Nel 238 Massimino venne, infine, ucciso dai suoi stessi soldati, mentre assediava Aquileia nel tentativo di raggiungere Roma.

Gordiano III

Gordiano I e Gordiano II furono però, poco dopo, assassinati da uomini fedeli a Massimino, tanto che il Senato di Roma decise di eleggerne due di nuovi, formando di fatto una diarchia. Si trattava di Pupieno e di Balbino (tardo aprile, inizi di maggio 238). Tuttavia una fazione a Roma preferì il nipote di Gordiano I, Gordiano III, costringendo alla fine i due nuovi Imperatori eletti dal senato a proclamare il giovane Gordiano, Cesare.

imperatore gordiano III
Gordiano III

Dopo il senato proclamò la damnatio memoriae per Massimino il Trace. Poco dopo essere stato nominato imperatore dall’esercito con il consenso del Senato, Gordiano III decise di affrontare l’impero persiano, rinato sotto la nuova dinastia dei Sasanidi. Gordiano fu ucciso in una congiura di militari nel 244.

Filippo l’Arabo

La morte improvvisa dell’Imperatore Gordiano (244 d.C.), non sappiamo se avvenuta in battaglia o per mano del suo successore, il prefetto del pretorio Filippo l’Arabo, portò al potere quest’ultimo che divenne imperatore. A Gordiano i suoi soldati costruirono presso Circesium un cenotafio (monumento sepolcrale in suo onore) sulla riva dell’Eufrate.

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Filippo l’Arabo

Le armate romane quindi si ritirarono dalla Mesopotamia e ciò comportò la perdita di parte della provincia e dell’Armenia, sebbene Filippo si sentisse autorizzato a fregiarsi del titolo di Persicus maximus. Fu proprio Filippo a celebrare nel 248 le feste per i mille anni dalla fondazione di Roma (avvenuta, secondo la leggenda, nel 753 a.C.). Furono organizzati giochi grandiosi, con migliaia di gladiatori che si esibirono nel Colosseo contro animali feroci per celebrare la ricorrenza nel modo più solenne e dimostrare la forza e la grandezza di Roma, anche se nello stesso 248 i Goti oltrepassarono il Danubio e forzarono il limes, giungendo fino alla penisola balcanica. I Romani riuscirono a fermarli solo grazie al versamento di una forte somma di denaro.

Decio

Decio, proveniente da Sirmio (in Serbia), fu il primo di una lunga serie di imperatori originari dell‘Illyricum.

imperatore decio
Decio

La sua famiglia, forse di origine italica e probabilmente imparentata con la gens Decia, era provinciale, benché appartenente all’aristocrazia senatoriale. Nella primavera del 249 fu mandato dall’imperatore Filippo l’Arabo a sedare delle rivolte nelle province della Mesia e della Pannonia, al comando della Legio II Flavia e della Legio IX Claudia. I soldati di quelle regioni decisero di acclamare Decio imperatore, ritenendo che lo stesso avesse maggiore esperienza politica e militare di Filippo l’Arabo. Filippo però non accettò di essere usurpato e si diresse verso l’esercito di Decio.

Lo scontro avvenne a Verona all’inizio dell’estate. Decio riuscì a battere Filippo, grazie alla miglior abilità tattica. L’imperatore morì non sappiamo se in battaglia o per mano dei suoi stessi soldati. Quando la notizia raggiunse Roma, Severo Filippo, l’erede undicenne di Filippo, nominato Cesare, fu a sua volta assassinato, sgozzato, dalla guardia pretoriana. In questo modo Decio ottenne il potere imperiale. Il regno di questo imperatore è ricordato per l’inizio di una sistematica e spietata persecuzione contro i cristiani. Decio impose a tutti i cittadini di compiere sacrifici all’imperatore e di farsi rilasciare dalle autorità cittadine un attestato che lo provava; molti cristiani si adeguarono, altri si rifiutarono e subirono il martirio.

Nel 251 cadde vittima durante uno scontro contro i Goti.

a cura della Prof.ssa Paola Puppo