Che data singolare..!!!
Forse alla maggior parte delle persone non dice nulla… ma per la comunità cristiana è un giorno che si riveste di molteplici significati.
Il primo significato
Il primo significato va ricercato in un lontano giovedì del 1858, presso la cittadina di “Lourdes”, posta alle pendici dei Pirenei, dove la Vergine Maria apparve alla piccola Bernadette Soubirous, incaricandola di riferire un grande messaggio di speranza per l’umanità, sofferente nel corpo e nello spirito.
Alle ripetute richieste di Bernadette, la Vergine rivelerà di essere l’Immacolata Concezione, venendo così a confermare il dogma promulgato, solo quattro anni prima, l’8 dicembre 1854, da papa Pio IX. Quindi Lourdes era stata scelta per testimoniare, attraverso le guarigioni del corpo e dello spirito (che ancor oggi avvengono ogni giorno), tempio dell’umana sofferenza, una verità della fede cattolica, ma questo Bernadette non poteva saperlo.
Ed ecco perché nel 1992, il papa S. Giovanni Paolo II, sceglierà proprio questa data per la ricorrenza della “giornata mondiale del malato”, come:
“… momento forte di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il Santo Volto di Cristo, che soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell’umanità..”.
Un luogo così mistico che costantemente ispira tutti coloro che hanno avuto modo di visitarlo e che è stato più volte riprodotto in vari luoghi del mondo.
Non tutti sanno, però, che una delle riproduzioni più fedele della “Grotta di Massabielle”, tutt’oggi presente nei Giardini Vaticani, si deve all’iniziativa del Vescovo di Tarbes, Monsignor Francesco Saverio Schoepfer, a sua volta sostenuto da Papa Leone XIII, e dalle donazioni provenienti da tutto il mondo.

Purtroppo il progetto originale, realizzato dall’architetto Costantino Sneider, con il passare del tempo ha subito numerose modifiche. Infatti, come si evince dalle fotografie storiche, la struttura in un primo tempo era sormontata da una singolare struttura gotica in cemento armato, alto 60 metri, chiaro riferimento alla facciata della neogotica Basilica dell’Immacolata Concezione di Lourdes, con due rampe di scale laterali, così come si presentava ai primi del Novecento.
Il 28 marzo 1905 tale ricostruzione venne solennemente inaugurata dal pontefice San Pio X, il quale cambiò anche il nome della diocesi di Tarbes con quella di Tarbes-Lourdes.

Ma già negli anni ‘30 del Novecento, Pio XI provvedeva alla demolizione della copia della Basilica dell’Immacolata Concezione, forse per motivi statici, mentre nel 1962 Giovanni XXIII provvedeva alla demolizione delle due rampe di scale laterali e alla ristrutturazione dell’arco che contiene la grotta, per far riemergere l’originaria armonia del luogo dove tutto ebbe inizio.

Infatti, sotto l’arco, ancora oggi si può vedere la ricostruzione fedele della grotta di Massabielle, a sinistra uno sperone di roccia obliquo sostiene la volta della grotta, subito a destra di questo si apre la cavità interna, sopra, sempre sulla destra, vi è la nicchia in cui apparve la Vergine.

In ricordo di ciò, nella nicchia, oggi troviamo una statua di marmo simile a quella di Joseph Fabisch del 1864, che ritrae la Vergine nella posa assunta durante l’apparizione del 25 marzo 1858 quando rispose alla domanda di Bernadette su quale fosse il suo nome, che ritroviamo nella scritta posta sotto la base della statua:
“QUE SOY ERA IMMACULADA COUNCEPCIOU“
e in francese sull’aureola metallica:
“JE SUIS L’IMMACULEE CONCEPTION“
Inoltre, nel braccio destro la Vergine tiene un rosario a sei decine, come quelli che erano diffusi nei Pirenei nell’Ottocento e che la stessa Bernadette possedeva, mentre su ogni piede è posta una rosa.
A destra della lapide si trova una lanterna in ferro identica a quella che c’era nella grotta di Lourdes fino al 1958.
Ma l’oggetto più importante si trova al centro della grotta, è il prezioso altare originale di Massabielle, costruito nel 1908 per il cinquantenario delle apparizioni; fu decorato dall’orafo Armand Calliat e donato a Giovanni XXIII nel primo anno del suo pontificato a ricordo dei cento anni dall’apparizione di Lourdes.
L’altare è decorato da placche d’argento raffiguranti al centro la Vergine Maria, a sinistra Bernadette in ginocchio, con un cero in mano, a destra un angelo genuflesso e in atteggiamento reverenziale; una mensola e una colonnina lo incorniciano sui lati. Il tabernacolo è ornato da decorazioni in pietra e argento con il monogramma di Cristo, è sormontato da un crocifisso; quattro torceri, due per lato, lo affiancano. Sopra le colonnine si trovano dei pilastrini di pietra con gli stemmi di Pio X a sinistra, e di mons. Schoepfer a destra.

Tutti i pontefici hanno pregato e svolto cerimonie religiose nella grotta. San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI amavano particolarmente pregare in questo luogo.
Il 31 maggio, a conclusione del mese mariano, viene sempre celebrata una funzione solenne alla grotta cui partecipano il Papa, i cardinali e i fedeli, dopo la celebre processione del Flambeaux (fiaccole) nei Giardini Vaticani.
Il secondo significato
Il secondo significato va ricercato nei “Patti Lateranensi”, cioè negli accordi stipulati nel 1929 (e resi esecutivi con la l. n. 810/1929) tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, con i quali si è posto fine alla c.d. questione romana, ossia la pregressa rottura delle relazioni tra lo Stato (italiano) e Chiesa.

Essi disciplinano tuttora i rapporti fra Stato Italiano e Santa Sede (art. 7 Cost.).
La data scelta dal Papa Pio XI non era casuale, era l’anniversario delle apparizioni della Madonna di Lourdes (consacrando così l’evento alla Vergine Maria), mentre il nome veniva da San Giovanni in Laterano, precisamente dal Palazzo Lateranense, dove il cardinale Gasparri per la Santa Sede e Benito Mussolini per il Regno di Italia sottoscrissero gli accordi.

Tali “Patti” riconoscevano: l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede che fondava così di fatto lo “Stato della Città del Vaticano”; la Convenzione finanziaria, invece, prevedeva un risarcimento di 750 milioni di lire a beneficio della Chiesa per le spoliazioni degli enti ecclesiastici a causa delle leggi eversive; il Concordato definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa e il Governo …
Novant’anni dopo la firma i Patti hanno ancora un senso in quanto permettono alla Chiesa italiana di non essere sottoposta a qualsiasi autorità politica terrena, ma di dover rendere conto della sua missione universale solo a Dio, la sua indipendenza è sacra.
Quindi non a caso papa Benedetto XVI sceglierà proprio l’11 febbraio 2013 per annunciare ai cardinali, riuniti per il Concistoro ordinario pubblico per la canonizzazione di alcuni beati, le sue dimissioni:
“Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”.
Un evento che il decano del collegio cardinalizio, il cardinal Angelo Sodano, così descrisse: “Un fulmine a ciel sereno”.
E come se Dio avesse ascoltato le sue parole quel giorno tutte le persone in prossimità della piazza di San Pietro ebbero modo di assistere ad un evento straordinario…

Alessandra Antonucci


