PAPA SISTO V – ER PAPA TOSTO

Romani Celebri

Sebbene durò soltanto 5 anni, il pontificato di Papa Sisto V fu uno dei più importanti e fecondi della storia della Cristianità. Vediamo insieme perchè.

Aurea Roma

storia di papa sisto V

Breve biografia di Papa Sisto V

Papa Sisto V, Felice Peretti, nacque nel 1521 a Grottammare nelle Marche, ultimo figlio di una famiglia originaria di Montalto della Marca, in provincia di Ascoli Piceno.

Ebbe un’infanzia molto triste e povera fino a quando la famiglia, all’età di dieci anni, per togliersi una bocca da sfamare, lo mandò da uno zio frate nel convento dei Francescani Minori Conventuali di San Francesco delle Fratte a Montalto.

Divenne Frate Felice, predicatore, consulente del Sant’Uffizio, professore alla “Sapienza” di Roma, inquisitore a Venezia. Conobbe San Filippo Neri e Sant’Ignazio di Loyola.

Divenne anche amico del Cardinale Michele Ghisleri, futuro Papà San Pio V e suo grande protettore.

Nel 1566 S. Pio V lo nominò Vescovo di S. Agata dei Goti e Vicario Generale dei Francescani Minori Conventuali. Nel 1570 lo nominò Cardinale con il Titolo di San Girolamo degli Schiavoni.

Cominciò ad essere conosciuto come il Cardinal Montalto. Il Cardinale Ugo Boncompagni era un suo nemico e quando divenne Papà con il nome di Gregorio XIII, il Peretti perse tutte le cariche e si ritirò a vita da studioso, costruendo una villa sul colle Esquilino, realizzata dal suo architetto prediletto, il ticinese Domenico Fontana.

Nel 1585, alla morte di Gregorio XIII, venne eletto papa. Prese il nome di Sisto in omaggio a Sisto IV Della Rovere, che fu anch’egli frate francescano.

 

Un Papa Leggendario: il papato di Sisto V

In soli cinque anni di pontificato Papa Sisto cambiò il volto di Roma per sempre.

Giustizia e denaro erano le sue parole d’ordine. Roma e il suo territorio erano in preda ad una delinquenza diffusa, briganti e nobili depravati la facevano da padroni e le forze dell’ordine erano impotenti.

Non si rispettava più la religione.

Il nuovo papa non perse tempo. Il giorno stesso del suo insediamento fece impiccare a Castel Sant’Angelo due giovani briganti di Cori per far capire come stavano le cose.

Nei primi mesi del suo pontificato fece arrestare e giustiziare tremila briganti. I meno cattivi venivano impiccati o veniva tagliata loro la testa. I più feroci venivano mandati al rogo. Per catturare i banditi più protetti dal popolo, andava lui stesso in giro per Roma conciato come un povero vecchio mendicante per scoprire chi erano e dove si nascondevano.

Mise una legge contro l’adulterio, chi tradiva il coniuge veniva….giustiziato! Pensate oggi!

Ne fece le spese anche Il Duca di Gallese Roberto Altemps, figlio del potentissimo Cardinale Marco Sittico, nipote di Pio IV Medici, giustiziato ad appena vent’anni di età. Allora, tutti i nobili di Roma si rinchiusero nei loro palazzi per quattro anni, senza più uscire!

Fece della finanza la sua forza, costruì acquedotti come l’Acqua Felice e fontane, costruì palazzi come quello Vaticano e quello Laterano, il suo piano urbanistico rivoluzionò Roma.

Rialzò ben quattro obelischi, come quelli di San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e Piazza del Popolo. Tutto ciò fatto dal suo braccio destro, l’architetto lombardo-ticinese Domenico Fontana.

Non credeva ai miracoli e fu spietato persecutore di chi si voleva approfittare della credulità popolare. A questo proposito bisogna narrare un episodio tra i più famosi riguardante Papa Sisto, che fece nascere un proverbio che oltrepassò i confini dello Stato Pontificio e dei secoli:

Papa Sisto nun perdona manco a Cristo

 

L’episodio del Crocifisso sanguinante

Nella periferia romana, c’era una piccola chiesa che veniva poco frequentata. Il parroco viveva una vita povera, quando un giorno si sparse la voce che il crocefisso di legno nella chiesa trasudava sangue. Cominciarono ad arrivare pellegrini che portavano soldi cibo e quant’altro.

La notizia giunse in Vaticano e il Papa volle andare di persona a vedere il “miracolo”.

Giunto sul luogo Papa Sisto volle restare solo nella chiesa con il crocefisso. Dopo un’ora chiamò tutti dentro. Alzò il crocefisso davanti a tutti e disse: ” Come Cristo ti adoro ma come legno ti spezzo.”

Ruppe il legno su un ginocchio e dentro fu trovata un spugna con del sangue di gallina. Al prete fu tagliata la testa.

L’episodio divenne così emblematico che quasi 250 anni dopo Giuseppe Gioachino Belli ne fece un sonetto tra i più belli e famosi della sua immensa produzione.

Il sonetto di Gioacchino Belli su Papa Sisto V

Fra tutti quelli c’hanno avuto er posto
de vicarj de Ddio, nun z’è mmai visto
un papa rugantino, un papa tosto, (1)
un papa matto, uguale a Ppapa Sisto. (2)

     E nun zolo è dda di cche ddassi er pisto (3)
a cchiunqu’omo che jj’annava accosto,
ma nnu la perdonò neppur’a Ccristo,
e nemmanco lo roppe (4) d’anniscosto. (5)

     Aringrazziam’Iddio c’asesso er guasto
nun pò ssuccede (6) ppiù cche vvienghi un
fusto(7) d’arimette (8) la Cchiesa in quel’incastro. (9)

     Perché nun ce pò èsse (10) tanto presto
un antro (11) papà che jje pijji (12) er gusto
de méttese (13) pe nnome Sisto Sesto.

Note di Lettura:

1. Duro
2. Sisto V
3. E non solamente è da dire che d’asse il pisto. Farne toccare ad alcuno.
4. Ruppe
5. Di nascosto
6. Non può succedere
7. Una persona
8. Da rimettere
9. Incastro
10. Non ci può essere
11. Un altro
12. Al quale prenda
13. Di mettersi