Colei che venne chiamata «la mistica del Nord», divenne celebre per le Rivelazioni celesti e per il ruolo di primo piano svolto presso i papi e i dirigenti politici del suo tempo, anche lei come Santa Caterina da Siena cercò in ogni modo di riportare il Papa da Avignone a Roma. Mai nome fu più veritiero, in celtico vuol dire «l’altissima» e «brillante» in sassone, in quanto rispecchiò appieno il carattere riflessivo e molto temprato della giovane donna.
Non aveva ancora compiuto dieci anni quando, una notte, iniziarono le apparizioni mistiche della Madonna e di Cristo. Pur avendo ricevuto la chiamata e sentendosi sempre più coinvolta nel mistero di Cristo, per volontà paterna accetterà di sposarsi. Sarà un matrimonio felice dal quale nasceranno otto figli. Una delle figlie, Caterina, addirittura la seguirà a Roma diventando una delle prime consorelle dell’ordine delle Brigidine, da lei fondato dopo la morte del marito, tanto che la figlia sarà a sua volta canonizzata.
Nel Medioevo il pellegrinaggio era considerato un’attività prettamente riservata agli uomini e non sempre questi riuscivano a fare più di un pellegrinaggio nella vita. Per questo motivo sapere che la Santa non solo farà un pellegrinaggio con il marito fino a Santiago de Compostela, ma verrà anche a Roma, come pellegrina, per vedersi approvare la regola dell’ordine intitolato al “Santissimo Salvatore” (qui vivrà in estrema povertà, trovandosi anche a chiedere l’elemosina alle porte delle chiese) e che addirittura a settant’anni si recherà a Gerusalemme, tali azioni fanno di lei una donna unica e straordinaria che ha precorso lo spazio e il tempo.

Tra gli scritti redatti dalla Santa troviamo: le “Lettere”, le “Rivelazioni”, e “un dialogo appassionato con Cristo”, che è stato raccolto nelle “Quindici Orazioni della Passione”. Quest’ultimo è una testimonianza della vita della santa che, quando non scriveva o non studiava, visitava con la figlia Caterina le catacombe e le chiese di Roma per pregare.

Ed è proprio durante due di queste visite: una presso la Basilica di San Paolo fuori le mura e l’altra presso la Basilica minore di Santa Prassede, sappiamo che la santa andò in estasi davanti a due stupendi crocifissi, che girarono lo sguardo verso di lei, esortandola a proseguire nel suo progetto di fondazione. Tutt’oggi tali crocefissi si possono ancora ammirare e venerare.

A rimarcare questa devozione della Santa entra in gioco anche l’abito delle brigidine, il cui elemento caratteristico è proprio la corona di lino bianco che portano sul capo, fissata al velo con uno spillo; alla corona sono cucite cinque pezze circolari di tessuto rosso disposte a croce, segni questi che vogliono ricordarci la passione di Gesù (la croce, la corona di spine, le cinque piaghe).

“Pertanto, giustamente Santa Brigida è considerata
un segno profetico di riconciliazione e di speranza.
Proprio per la sua infaticabile azione a favore dell’unità,
della concordia e della pace nella Chiesa e nel mondo di allora,
essa è ugualmente amata e venerata dai nostri fratelli Luterani e dai Cattolici. […]”
Giovanni Paolo II
E fu proprio questo grande santo che nel 1999 la nominò Compatrona d’Europa.
Alessandra Antonucci


